Omelia (13-03-2005)
don Nazareno Galullo (giovani)
Lazzaro, ricordati che devi morire!

Sinceramente, di fronte alla morte, non so che dire. Non so che dire quando vado ai funerali...vorrei evitarli. Ricordo che da piccolo facevo di tutto per non andarci, anche se erano parenti o amici. E questo fino a non molto tempo fa. Poi, ironia della sorte, diventando grande...e diventando prete a 27 anni ho dovuto fare i conti con i funerali. Di tutto di più: anziani, bambini, donne, giovani morti in incidenti stradali, e, cosa più assurda, mi è toccato consolare.
Ma non finisce qui!
Da due anni circa sono l'assistente dei "Figli in Cielo"(www.figlincielo.it), un'associazione che riunisce i genitori che hanno perso un figlio, per accompagnarli nel momento del lutto e per aiutarli a recuperare o a crescere nella fede. Capite??? Io, proprio io, che con la morte non volevo aver nulla a che fare mi sono trovato di fronte a storie incredibili, di vite spezzate in tenera età e a parlare con loro, genitori feriti, dei loro figli!!! Quant'è strana la vita: prima o poi ti trovi a fare quello che meno speravi

Ma come Gesù ho il difetto (o non so come definirlo) di commuovermi ancora di fronte a una vita che finisce. Sono come Gesù o forse peggio, in questo senso. Faccio molta fatica a non commuovermi, mi impegno, mi sforzo. Soltanto quando ascolto le letture della Parola di Dio in un funerale e quando proclamo il vangelo riesco a comprendere il senso di una morte.

Capisco Gesù: non c'è dolore più grande di percepire la morte tanto vicina a te. Perché alla fine prima o poi toccherà anche te, i tuoi familiari, i tuoi amici...nessuno e nulla può darti la certezza che ne sfuggirai perché sei ricco, perché sei in salute, perché un incidente stradale capita solo a te, perché i tuoi genitori ti sembrano immortali, perché tuto ti fila liscio, perché ti senti onnipotente...

Ecco perché Gesù vive l'esperienza di Lazzaro con commozione: è un vero uomo, non uno falso, non uno che "siccome sa di essere Dio fa finta". Assolutamente umano. Umano più di quegli uomini che fingono di "non chiedere mai", di non piangere mai perché il pianto è da femminucce. Non sanno che cosa si perdono: un contatto più vero con la vita, un senso più forte della propria esistenza.

Un giorno, ad un grande maestro spirituale, un discepolo pose questa domanda: maestro, mi insegni dove posso trovare la vera santità? E il maestro disse: sai che un giorno morirai? Il discepolo rispose: sì, lo so, so bene che devo morire, tutti lo sanno...ma che c'entra questo con la vera santità? E il maestro disse: tutti lo sanno, ma pochi vivono con questa consapevolezza: vivi con la consapevolezza che devi morire e troverai la via della vera santità.

Capite allora l'esperienza di Gesù con Lazzaro? La morte è sconfitta in Gesù, lui solo può dare la vita. E la sua Risurrezione, a differenza di quella di Lazzaro (un assaggio) è la vera garanzia che risorgeremo.

Auguri!!!