Omelia (13-03-2005)
Comunità Missionaria Villaregia (giovani)
Il pianto di Dio

Siamo nell'ultima settimana di Quaresima, la V°, e la Parola, oggi, ci fa un invito originale: "TOGLIETE LA PIETRA". Gesù dà questo ordine dinanzi alla tomba di Lazzaro, morto già da qualche giorno. Tutti pensavano fosse impazzito, magari dal dolore visto che Lazzaro era suo amico. Ma fu così categorico che, pur nell'incredulità, tolsero la Pietra. Subito dopo, Gesù ringrazia il Padre per averlo ascoltato e grida: "LAZZARO, VIENI FUORI". Il morto uscì, con i piedi e le mani legate! Un morto che cammina con i piedi e le mani legate è proprio assurdo e il racconto termina con un altro invito di Gesù: "SCIOGLIETELO E LASCIATELO ANDARE". Il racconto è lungo, ricco di messaggi, sembra però convergere in questi tre ordini di Gesù, che sono tre ordini alla morte di tacere affinché gridi la vita. Mi piace questo Gesù che comanda alla vita e alla morte. Immagino la reazione dei presenti. Avranno detto: "E' pazzo!" Solo un pazzo può ordinare di scoperchiare un sepolcro, gridare a un morto di quattro giorni, che già puzza, di uscire dal sepolcro e di scioglierlo. O è un pazzo, oppure si tratta di Dio... Solo Dio è più forte della morte, e Gesù è Dio!

La storia dell'uomo è segnata dalla ricerca spasmodica e drammatica di qualcosa o di qualcuno che sia in grado di liberarlo dalla morte e di assicurargli la vita. Questo è possibile perché un giorno Qualcuno ha gridato: "LAZZARO, VIENI FUORI", e un morto ha ricominciato a vivere. La Parola di Dio è una Parola viva, vera, efficace, una Parola capace di togliere la pietra che ci chiude nei nostri sepolcri, capace di farci udire ancora la vita, capace di ridarci la Libertà.

Questo Vangelo di oggi si commenta da solo con i tanti altri Lazzaro che hanno trovato la vita ascoltando questo grido di Gesù:

Non sapevo vivere. Nulla viveva in me, anche se affermavo il contrario. Ho chiesto perdono al Signore perché Lui mi aveva donato la vita, ma io non sapevo accoglierla. Ebbene, sei mesi dopo, un bel giorno, ho capito improvvisamente e ho visto che il Signore mi aveva risuscitato. E da quel giorno è iniziato un cammino di pace, un cammino di vita in cui nulla oppone più resistenza" (Giovanni, 19 anni)

Ho cominciato a lavorare nelle discoteche e l'ho fatto per cinque anni. Ho conosciuto droga, alcolici, sesso, omosessualità. Sono stata distrutta, tradita, ingannata. Ero diventata l'ombra di me stessa. Un giorno, nel momento in cui stavo per suicidarmi, il Signore è venuto a prendermi tra le sue braccia e per la prima volta mi sono fatta dire: "Io ti amo" e ho voluto vivere di nuovo" (Anna, 21 anni)

Ti è mai capitato di aver voglia di morire? Per molto tempo tutte le mattine guardavo dalla finestra dicendo a me stessa: "Ora mi butto!" Oggi non voglio più morire, perché ho scoperto che Gesù è vivo! Questa è la mia preghiera, il mio grido "Gesù è vivo!" (Viviana, 17 anni)

Ho 19 anni e ho capito, dopo un tentato suicidio a 17 anni - che è fallito - che non potevo rimanere a non far niente della mia vita... Ora sono pronta, moralmente e fisicamente, a dare due o tre anni della mia vita per aiutare coloro che hanno bisogno senza ricevere nulla in cambio. E il fatto di non ricevere nulla in cambio (diciamo materialmente) è molto importante per me. Non credo che potrei costruire la mia vita, o perlomeno una parte di essa, senza offrire un po' della mia gioventù, allo scopo di dare il massimo di me stessa" (Giusy)

Gesù capace di risuscitare i morti è un Gesù vivo. Ciascuno di noi ha un prepotente bisogno di relazione, di uscire dalla prigione in cui il proprio IO ci tiene rinchiusi. Il grande masso che fa della nostra vita una tomba, in cui la vita imputridisce, sono in realtà le nostre paure, le nostre angosce, i nostri mutismi. Da soli ci accorgiamo di non riuscire a venirne fuori. Gesù continuamente grida: "Vieni fuori". Potremmo invocare lo Spirito vivificatore e ripetere il nome di qualche familiare, di qualche amico e dire: "X, vieni fuori"; Giovanni, Vieni fuori, Davide, vieni fuori... Gesù ci vuole liberare, vuole fare di ciascuno di noi una cosa nuova.

A Denver, all'incontro internazionale dei giovani, quando il Papa scendeva dall'aereo, il Presidente degli Stati Uniti gli aveva chiesto di non parlare troppo dei problemi sulla vita, per non dividere troppo l'opinione pubblica americana: la prima cosa che il Papa dice davanti al Presidente è: "America, se vuoi la libertà, ama la vita". E ancora a Denver il Papa dice: "Questo mondo meraviglioso è il teatro di una interminabile battaglia che rieccheggia il combattimento apocalittico, la morte contro la vita, una cultura della morte che cerca di imporsi al nostro desiderio di vivere pienamente" (Giovanni Paolo II, Denver 12 agosto 1993).

L'umanità oggi ha bisogno di coraggiosi difensori della vita. Quanti giovani si danno alla morte perché non hanno incontrato il Solo che è la Vita e che lo ha dimostrato, dicendo: "Lazzaro, vieni fuori!" e risorgendo Lui stesso, distruggendo il sepolcro della morte.

Questo brano, ad un certo punto, dice: "Gesù, scoppiò in pianto". Sì, Gesù, che non ha paura della morte, che affronta la sua morte coraggiosamente, scoppia in pianto dinanzi alle nostre morti, dinanzi alla morte dell'amico, alla morte dell'umanità. Termino con questo brano di un autore anonimo messicano: il pianto di Dio dinanzi alla morte dell'umanità:

L'ANTI-GENESI E IL PIANTO DI DIO

Alla fine l'uomo distrusse la terra.

La terra era stata bella
Poi su di essa aleggiò lo spirito dell'uomo
e distrusse tutte le cose.

E l'uomo disse: "Siano le tenebre".
E sembrò all'uomo che le tenebre fossero buone,
e chiamò le tenebre "sicurezza";
e divise se stesso in razze, religioni e classi.
Non ci fu sera e non ci fu mattina
nel settimo giorno prima della fine.

E l'uomo disse: "Vi sia un governo forte",
per regnare su di noi nelle nostre tenebre...
Vi siano eserciti per uccidersi
con ordine ed efficienza nelle nostre tenebre;
perseguitiamo e distruggiamo,
qui e fino ai confini della terra
coloro che ci dicono la verità,
perché noi amiamo le nostre tenebre.
Non ci fu sera e non ci fu mattina
nel sesto giorno prima della fine.

E l'uomo disse: "Vi siano missili e bombe"
per uccidere meglio e più rapidamente.
E vi furono forni e camere a gas per rifinire il lavoro.
Ed era il quinto giorno prima della fine.

E l'uomo disse: "Vi siano droghe"
e altre vie d'evasione,
perché un lieve e costante fastidio - la realtà -
ci disturba, nella nostra comodità.
Ed era il quarto giorno prima della fine.

E l'uomo disse:
"Vi siano divisioni tra le nazioni"
perché possiamo sapere
chi è il nostro nemico.
Ed era il terzo giorno prima della fine.

E per ultima cosa l'uomo disse:
"Facciamo Dio a nostra immagine,
secondo la nostra somiglianza,
e non ci sia un altro Dio
a competere con noi.
Diciamo che Dio pensa come noi pensiamo
che odia come noi odiamo
e che uccide come noi uccidiamo.
Ed era il secondo giorno prima della fine.

Nell'ultimo giorno vi fu
un grande fragore sulla faccia della terra;
il fuoco purgò il bel pianeta,
e fu silenzio.

E il Signore Iddio vide
tutto quello che l'uomo aveva fatto,
e nel silenzio che avvolgeva quei resti fumanti, DIO PIANSE.


(Anonimo, Rivista Messicana Iglesias, n. 46, 1987)