Commeto su Mt 5, 20
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Mt 5, 20
Come vivere questa Parola?
Il vangelo di Matteo ci mette spesso di fronte al problema della giustizia e ci aiuta a dare un significato nuovo a questa virtù, a questo principio morale che regola la società umana.
Matteo coglie come Gesù sia venuto a rifondare le relazioni non solo tra gli uomini ma tra Dio e gli stessi uomini. La giustizia da lui vissuta era quella che si basava sui 10 comandamenti. Da buon giudeo aveva colto come Gesù avesse portato nuove tavole della legge al nuovo popolo di Dio. Lui stesso aveva raccontato questa consegna con il discorso delle beatitudini: un nuovo monte Sion fa da sfondo alla trasmissione delle parole che orientano la vita e le pone a compimento della legge antica, pur creando una straordinaria soluzione di continuità che il "ma io vi dico" più volte ripetuto sottolinea e enfatizza. In questa parte del capitolo 5 Matteo racconta il seguito del discorso della montagna. Gesù riprende tre comandamenti fondamentali: non uccidere, non commettere adulterio, non dire falsa testimonianza. E li riscrive dentro il vangelo. Si uccide anche trascurando, calunniando, denigrando, non solo togliendo la vita. Si commette adulterio anche solo desiderando, appropriandosi di una persona per quello che ha e fa, senza considerare quello che è. Si rende falsa testimonianza ogni volta che le nostre parole sono ambigue e dicono solo ciò che è opportuno, umanamente rispettoso, non veritiero.
Le tavole della legge di Mosè definivano nettamente bene e male. Il discorso della montagna non dà definizioni, narra lo stato di beatitudine. Un racconto che entra nella nostra storia e nel nostro corpo, al punto da rendere evidente come sia necessaria un'adesione confermata nel tempo a questo spirito, un'adesione che dimostri l'evangelizzazione di ogni membro del nostro corpo. Perché l'occhio potrebbe scegliere quello che la testa non vuole, la mano fare quello che il cuore non ha dettato. Perché la nuova giustizia va a braccetto non solo con equità, ma anche con equilibrio, con un'umanità lavorata, consapevole, umile e intelligente.
Signore, benedici lo sforzo quotidiano di conoscerci, correggerci, di crescere sempre certo in età, ma anche in sapienza e grazie. Consapevolmente.
La voce di un uomo dedicato a Dio
Giustizia è riportare tutte le cose al loro senso.
Oreste Benzi
Sr Silvia Biglietti FMA - [email protected]