| Omelia (27-02-2005) |
| don Nazareno Galullo (giovani) |
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Liscia, gassata o...preferisci chattare con una particella di sodio? Sicuramente non vi siete mai posti il problema della sete: aprite un rubinetto ed ecco l'acqua. Anzi, forse no. Il problema ve lo sarete certamente posti quando andate a comprare l'acqua da bere: liscia, gassata, Vera, Finta, Blu, Santa, quella che fa fare tanta "din din", quella dove puoi chattare con la particella di sodio quando ti senti solo, quella dei canguri ecc.ecc.! Che dilemma. E' come un vestito: non sai se comprarti questo o quello. Eppure, c'è tutto un mondo che non ha acqua...da bere! Io, sinceramente, non ho mai provato tanta sete...da morire. Non ho mai sperimentato cosa voglia dire: procurarsi l'acqua da bere. Anzi, furbo come sono, me la porto dietro, nello zainetto, quando so che la passeggiata in montagna o la gita al mare potrebbe portarmi ad avere tanta sete. Ma, questo vangelo sicuramente è più comprensibile a quelli che l'acqua non ce l'hanno, e non hanno neanche il rubinetto, e non hanno nemmeno il dilemma dell'acqua da comprare...perché ce n'è poca. A loro potremmo chiedere: che cosa ne pensi di questa pagina? Provo ad immaginare, anche se sento il peso di essere uno che vive in un paese ricco di acqua, e quindi quello che dirò rischia di essere la voce di un potente. Mi sembro quasi un americano, tipo "Usa for Africa": bello cantare per i poveri, tanto io qui il problema non lo vivo. Ci provo, sperando di non avere il tatto di un elefante al centro di un negozio di cristalleria! Se non avessi acqua da bere e dovessi ogni giorno andarmela a procurare, come la "signora Samaritana", sicuramente non ne sprecherei una goccia. Sicuramente ci penserei più di una volta prima di mettere un panno sporco nel portabiancheria, sicuramente sarei più attento a non sporcarmi e certamente mi laverei i denti con più cura cercando di usare meno acqua possibile. Poi, farei i conti con la fatica del procurarsi l'acqua e cercherei di fare un viaggio e due servizi: andrei a lavarmi alla fonte e mi porterei sulle spalle un carico d'acqua più grande. Certo, che procurarsi l'acqua, per me che devo solo alzare un miscelatore, è una cosa che non mi entra nella testa. Capisco che l'acqua viva è una necessità per chi a fatica può procurarsi dell'acqua. E Gesù, veramente furbo più di tutti, sfrutta quest'occasione e questo bisogno per parlare al cuore, per trasmettere la bella notizia del suo vangelo e di sè stesso, figlio di Dio venuto a salvare. In questo caso, è venuto a salvare dalla sete. Ma che tipo di sete? Come usa spesso Gesù: da quella fisica a quella interiore. Probabilmente la sete esteriore, a fatica, la puoi calmare: bene o male, vicino o distante, un pozzo lo trovi. Ma quella sete che hai dentro, chi te la placa? Sete di giustizia, sete di verità, sete di onestà, sete di Dio, sete di lavoro, sete di serenità, sete di vita eterna, sete di senso della vita. E chi te le dà oggi come oggi? Viviamo in un mondo che ti mette dentro delle false seti: sete di automobili sempre più nuove, sete di telefonini che fanno di tutto di più e forse ci si può pure telefonare, sete di vacanze all'ultimo grido per le quali indebitarti fino all'osso diventa pure okay, sete di tutto di più! Capite allora che cosa Gesù è venuto a darci? Capite allora qual è l'acqua viva che disseta? E' proprio Lui l'acqua viva, quell'acqua spesso rifiutata, rinnegata, non considerata, non di moda! Che ne pensate? Write me! Naza [email protected] |