| Omelia (20-02-2005) |
| don Marco Pratesi |
|
Il suo volto come il sole Domenica scorsa abbiamo contemplato Gesù tentato nel deserto; oggi lo vediamo trasfigurato. Due situazioni molto diverse, eppure c'è un filo conduttore: Gesù è Figlio. Nella tentazione del deserto egli viveva questa sua condizione di figlio nella fame del corpo, nella nudità della fede che non chiede verifiche, nella consegna di sé al Padre. Nella trasfigurazione sul monte la vive nella luce, nella bellezza, nella fiducia che si scopre ben riposta. Gesù si vede e si sente davvero riconosciuto dal Padre come Figlio. "Tu sei il mio figlio carissimo, io ti amo". È un momento in cui è assente ogni senso di orfanezza e di abbandono. La luce della trasfigurazione squarcia per un attimo il mistero dell'amore pienamente traboccante che lega il Padre e il Figlio, e lo riversa sulla terra attraverso l'umanità luminosa del Salvatore. Come un raggio di sole che penetra le nubi e arriva sulla terra, la trasfigurazione getta luce anche nella foschia della nostra vita. Evidenziamone due "raggi". Primo raggio. Questa gioia di Gesù, che consiste nel sentirsi Figlio, è la sola gioia autentica. Tutte le altre gioie sono vere nella misura in cui dentro di esse c'è - più o meno esplicitamente o coscientemente - questa. Quando ci inebriamo in modo autonomo, senza Dio, quando la nostra gioia proviene da altro, dall'autosufficienza, si tratta di gioia falsa che si ritorce, in un modo o un altro, presto o tardi, contro di noi. Secondo. La vita cristiana è anche esperienza di gioia, di luce, di entusiasmo del credere. Non è solo questo, d'accordo, ma anche questo. Come sarebbe non autentica una vita cristiana senza croce, lo sarebbe senza trasfigurazione. Dobbiamo intuire questa gioia di Gesù, entrare in sintonia con essa, farla in qualche modo nostra. Altrimenti non possiamo seguirlo veramente. Posso dunque esaminare le mie gioie, osservarle, domandarmi: di cosa gioisco? Sono gioie vere o fasulle? Godo almeno un po' della gioia di Gesù? È venuto per questo: "La mia gioia sia in voi, e totale". All'offertorio: Pregate fratelli e sorelle perché questo sacrificio ci comunichi la gioia di Gesù, e sia gradito a Dio Padre Onnipotente. Al Padre Nostro: Nello Spirito di figli adottivi, preghiamo il Padre insieme a Gesù: |