Omelia (13-02-2005)
padre Paul Devreux


Gesù, con l'aiuto dello Spirito Santo, decide di andare un periodo nel deserto per pregare. Deve decidere che tipo di messia vuole essere. Ha tante idee in testa e deve capire quali sono buone e quali cattive. Il deserto, la precarietà, la fame e la sofferenza aiutano a capire ciò che è utile, ma fanno anche emergere la tentazione di provare a costruire una vita in cui non ci sia mai esperienza di deserto. Sono proposte che sembrano buone, ma che in realtà non lo sono, perché allontanano dalla comunione con Dio e con i fratelli.

Gesù vuole costruire una vita che sia di comunione e di condivisione con l'uomo, e in particolare con l'uomo che soffre, per manifestare la solidarietà di Dio con l'uomo, ed è bellissimo vedere che viene tentato, perché questo è la prima prova del fatto che è venuto veramente a condividere tutta la nostra condizione umana e che ha dovuto anche lui fare la fatica di scegliere e discernere tra ciò che è bene e opportuno e ciò che è male.

Le scelte che ha fatto nel deserto sono di comunione e di ubbidienza al Padre, rinunciando ad usarlo per fare di testa sua. Rinuncia ad un messianismo glorioso, conforme alle aspettative dell'uomo, per essere vicino all'uomo, come vuole essere il Padre. Il risultato di ciò è che angeli gli si accostano e lo servono.

E io, che tipo di uomo voglio essere per me e per gli altri quest'anno?

Signore aiutami ad usare bene questo tempo della quaresima per poterne trarre il massimo profitto, nel nome di Gesù Signore nostro.