| Omelia (13-02-2005) |
| don Marco Pratesi |
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Figlio? L'episodio delle tentazioni segue il battesimo di Gesù non per caso. In quel momento, infatti, egli aveva fatto un'esperienza forte del suo essere Figlio del Padre. E le tentazioni vertono proprio su questo, l'essere figlio di Dio: "se sei figlio di Dio...". È in gioco questo: che cosa significa essere figlio di Dio? La prima tentazione è quella del pane. Il suggerimento del Maligno è questo: "se sei Figlio di Dio devi essere sazio, non affamato, altrimenti non è vero niente che sei figlio". Accettare questo discorso significa di fatto fare del proprio benessere il criterio di fondo per valutare l'amore di Dio. Se Dio mi fa star bene Dio mi ama, altrimenti no. La risposta di Gesù è che c'è invece qualcosa di ulteriore al benessere, ed è la Parola di Dio: il rapporto con Dio è da ricercare ancora più intensamente del proprio benessere, anche legittimo. La seconda tentazione è quella del volo dal pinnacolo. Il diavolo suggerisce che se Gesù è Figlio di Dio, Dio lo salverà. "Se sei Figlio, Dio deve salvarti, fare quello che tu gli chiedi, altrimenti non è vero che sei Figlio, che ti ama". Se Gesù si butta, di fatto impone a Dio di mostrarsi Padre nel modo che lui (Gesù) ha stabilito, senza prima ascoltare. Non è più il Figlio che ascolta e obbedisce, ma il figlio che impartisce ordini: il Padre deve eseguire. Gesù risponde che noi dobbiamo obbedire a Dio, non viceversa. Con la terza tentazione Satana non camuffa più la sua proposta, non cerca più di farla passare per "religiosa", ma propone direttamente di lasciar perdere Dio e perseguire il potere e la gloria: "Renditi autonomo da Dio perché questo ti darà dei buoni risultati. Perché voler essere "Figlio"? A che cosa ti serve? A rimanere affamato, povero, servo, magari rifiutato e deriso? Lascia perdere, vieni dalla mia parte e vedrai che diventerai qualcuno". Gesù risponde che non si deve consegnare la propria vita a nessun altra signore se non al Padre. Sono chiaramente tre impegni per ciascuno di noi. Possiamo in qualche modo metterli in parallelo con gli impegni quaresimali tradizionali: cercare Dio anche a prezzo di sacrificio (digiuno); dire "sia fatta la tua volontà e non la mia" (preghiera); avere solo Dio come Signore e liberarsi dagl'idoli (elemosina). All'offertorio: Pregate fratelli e sorelle perché questo sacrificio ci dia forza contro la tentazione, e sia gradito a Dio Padre Onnipotente. Al Padre Nostro: Chiediamo al Padre che ci assista nella tentazione e ci liberi dal male: |