| Omelia (17-11-2002) |
| Paolo Curtaz |
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Talenti a servizio del Regno Una parabola che ci svela come il Vangelo abbia talmente inciso il pensiero occidentale da modificarne il linguaggio. Quando una persona è capace, ha delle risorse, diciamo che ha "talento", senza sapere che il talento è la famosa moneta affidata ai servi della parabola. Abbiamo dei talenti, dunque, e questa è una bellissima notizia: chi più, chi meno, ad ognuno è affidato un capitale da far fruttare, una risorsa da mettere a disposizione. Tutti, senza eccezioni, anche quelle persone che non riescono ad accorgersene e che - peggio - passano il tempo ad invidiare i talenti degli altri nascondendo il proprio sottoterra. E' difficile accorgersi dei propri talenti: con i giovani propongo sempre una veglia di preghiera: ognuno ha un foglio bianco. Su di una facciata chiedo loro di scrivere le cose da eliminare dal loro carattere i loro difetti... musica di sottofondo, tutti si impegnano a scrivere... poi chiedo loro di scrivere sul retro del foglio i loro pregi, i loro talenti... dovreste vedere gli sguardi smarriti! Tutti indugiano, scuotono la testa e, quando proprio va bene, tirano fuori un piccolo aspetto positivo. No, amici, il Signore ci chiede di prendere coscienza delle nostre qualità, per metterle a servizio degli altri. Esiste una malsana interpretazione dell'umiltà che vedo molto diffusa tra i discepoli: quella di dire "non valgo a nulla". Non è umiltà, è depressione! Immaginatevi la faccia di Dio che vuol fare di noi dei capolavori, che ci ha creato con misteriosa provvidenza e arte e che si sente dire "Faccio schifo"! Amici, mettete a frutto i vostri talenti, individuateli, anzitutto e poi donateli ai fratelli. Senza bisogno di essere premi Nobel della medicina, per carità! Magari riconosco come un dono la capacità di pazientare, o di ascoltare, o di perdonare, il mio buonumore, la mia sincerità, la mia capacità di accorgermi degli altri, e, con semplicità, ne faccio dono agli altri. Buona settimana intenti a far fruttare i nostri talenti, amici! |