Omelia (30-01-2005)
Comunità Missionaria Villaregia (giovani)
Beati voi... chi?

Hai letto bene il Vangelo di oggi? Gesù ripete per otto volte Beati... e si vorrebbe trovare nella beatitudine anche qualcosa che corrisponda alla nostra vita per esserne inclusi. Molte volte ascoltiamo l'espressione: "Beato te!..." Beato te che hai i soldi... la salute... il potere... una bella casa... dei bravi figli... un buon lavoro... ecc." Beato forse non è una parola molto in uso, forse ci piace di più FELICI, sì Gesù ci sta dicendo chi sono le persone veramente felici. Ci è nato il desiderio di fare un sondaggio (è un po' di moda) per comprendere chi noi pensiamo siano le persone beate, felici. Lo abbiamo chiesto un po' in giro e hanno risposto così:
I giovani: Chi sono oggi per te i giovani beati?
- Beato è chi trova un posto di lavoro che gli permetta di fare carriera.
- Beato è chi trova un amico in cui può confidare.
- Beato è colui che ha trovato il suo progetto di vita.
Gli adulti: Chi merita questo titolo di beato, oggi?
- Chi ha tanti soldi.
- Beato è chi non ha preoccupazioni.
- Beato è chi ha un bel lavoro, una bella moglie, una bella casa...
Gli anziani: Chi è beato oggi?
- Beato chi arriva a 80 anni in buona salute.
I bambini: Chi sono, per te, i bambini beati?
- Sono i bambini che hanno tutti e due i genitori.
- Beati sono quei bambini che quando vanno a casa trovano la mamma che li ascolta ed il papà che gioca con loro.
I politici: Chi è beato tra i politici?
- Beato è colui che riesce ad accontentare tutti...
E per Gesù chi sono i beati?:
- Beati i poveri
- Beati gli afflitti
- Beati i miti
- Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia
- Beati i misericordiosi
- Beati i puri di cuore
- Beati gli operatori di pace
- Beati i perseguitati

Gesù è l'uomo che va controcorrente, che non si adegua alla mentalità di questo mondo, chiama felici quelle categorie di persone che secondo una mentalità comune noi chiamiamo infelici. Per noi il beato è il ricco, il potente, l'onorato: vale chi ha, può e conta. La logica dell'azione di Dio nella storia è quella di essere dalla parte dell'umanità che sembra non contare.

E' un capovolgimento radicale di valori, senza possibilità di fraintendimento: o ci sbagliamo noi, o si sbaglia lui!
Certamente i criteri con i quali Dio giudica e agisce sono l'opposto dei nostri. Gesù si congratula con gli svantaggiati, perché hanno un grande vantaggio: DIO E' PER LORO, CON LORO, UNO DI LORO.

Cosa ci sta mostrando Gesù proclamando le beatitudini? Potremmo dire così: le beatitudini sono la carta d'identità del Figlio, di colui che crede di essere stato generato dall'AMORE, da un Padre che lo ama al di là di tutto, è la certezza di essere amato che rende veramente felici.
Gesù, crocifisso e risorto, è la realizzazione delle beatitudini. In quanto crocifisso ne compie la prima parte (povero, afflitto, mite, affamato, assetato di giustizia, puro di cuore, pacificatore, perseguitato), in quanto risorto ne compie la seconda (suo è il Regno, è consolato, eredita la terra, è saziato, trova misericordia, vede Dio, è Figlio di Dio).
La Chiesa, la Comunità cristiana è fatta da coloro che ascoltano le beatitudini e con la forza dello Spirito, fanno di Gesù la loro vita e la loro regola di vita.

Proviamo a guardare la nostra vita: guardiamo i momenti, tristi o felici, della nostra vita, lasciamo entrare questa beatitudine secondo la logica di Gesù... Forse scopriremo molti momenti felici, scopriremo che la vita vale molto di più di quello che crediamo, scopriremo di non essere soli, ma che Gesù è con noi, per noi, uno di noi.

In questi giorni una mamma ha partecipato a un fine settimana in Comunità, un'esperienza di incontro vivo con il Signore. Aveva perso a settembre scorso una figlia, morta per overdose, il suo volto era triste, il suo dolore trapassava tutto il suo essere. L'incontro vivo con il Signore l'ha trasformata. Alla fine dei due giorni ha condiviso la sua testimonianza. Indicando la scritta nella parete: "Emmaus, Cristo Vive", ha detto: "Ora so che veramente Lui Vive e questo mi mette dentro tanta speranza". Tutto il gruppo ha gioito per questa mamma che ha ritrovato la pace, la serenità, la certezza che sua figlia Rita, non è morta ma vive con Gesù.

Grazie, Signore! Con questa mamma diciamo: "Beati gli afflitti perché saranno consolati".