Omelia (27-02-2005)
don Remigio Menegatti
Fa' che ascoltiamo, Signore, la tua voce (183)

Per comprendere la Parola di Dio alcune sottolineature
La prima lettura (Es 17,3-7) presenta una momento importante nell'Alleanza tra Dio e il suo popolo: il Signore ha liberato i discendenti di Abramo e, con la guida di Mosè, li sta conducendo verso la libertà, intesa come luogo, ma soprattutto come maturazione di fede e adesione piena all'Alleanza. Ci sono momenti difficili in cui il popolo sembra rinunciare perché non si fida di Dio. Il Signore non smette di amare coloro che ha chiamato alla libertà, e sempre rinnova i segni di tenerezza e gli inviti alla fiducia. Uguale pazienza usa Gesù con coloro a cui annuncia la bella notizia del regno di Dio. Il brano del vangelo (Gv 4,5-42) racconta l'incontro tra Gesù e la donna Samaritana presso il pozzo di Giacobbe. La donna "straniera" e poco fedele parte dalla sfida per arrivare alla fede, passa dalla polemica all'adesione piena al Signore. Gesù conferma l'alleanza che il Padre vuole offrire a tutti, senza distinzioni.

Salmo 94

Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Venite, prostràti adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio,
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Ascoltate oggi la sua voce:
"Non indurite il cuore, come a Meriba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere".

Il Salmo che viene proclamato in questa domenica contiene almeno tre inviti: "Venite, applaudiamo al Signore", "Venite, prostràti adoriamo", "Ascoltate oggi la sua voce".
Legate a questi inviti ci sono delle affermazioni di fede che li motivano: Dio è la roccia che disseta; è il "il nostro Dio". Altro atteggiamento importante è "rendergli grazie" acclamando a lui "con canti gioia".
Nell'ultima strofa si ricorda anche il fatto richiamato nella prima lettura: il popolo non si fida di Dio e vuole tornare indietro. È la tentazione che si fa nuovamente presente. Per questo il luogo viene chiamato Massa e Meriba. Quei luoghi diventano così un richiamo costante al rischio di stancarsi di Dio e di preferire la schiavitù alla libertà, che richiede disponibilità a seguire un Dio di cui si conosce ancora troppo poco.
Dio supera in amore il suo popolo e dona l'acqua dalla roccia come ulteriore segno della sua provvidenza e della serietà delle sue intenzioni.

Un commento per ragazzi
Succede che a scuola ogni tanto gli insegnanti ci spostano di banco. Per favorire la socializzazione, dicono loro. E ne siamo convinti, e pure contenti, se ci arrivano vicini i nostri amici, se siamo in mezzo al nostro gruppetto. Non così quando abbiamo vicino un ragazzo che conosciamo poco, oppure uno con cui ci sono già stati degli screzi, e abbiamo litigato. Allora, o ci sentiamo in difficoltà, oppure decidiamo di provocare e di dar fastidio al compagno di banco, tanto da liberarcene. Gli lanciamo una chiara sfida: o io o te!
La donna Samaritana vede concretizzarsi l'occasione di poter prendersi gioco di un Galileo, che, con i Giudei, non erano simpatici ai Samaritani.
"Tu hai sete, qui c'è dell'acqua, io ho il secchio e la corda, ma voi Giudei non vi degnate di usare i nostri strumenti, li considerate "sporchi". Vediamo adesso come farai a bere!" pensa la donna. E lancia così la sua provocazione. Come il popolo che nel deserto, vicino al monte Oreb, lancia la sfida a Dio: "Vediamo come ci farai bere in questo luogo così inospitale. Si stava meglio quando si stava peggio! Riportaci indietro, dove eravamo".
Come il Padre, così anche Gesù raccoglie la sfida, e con tanta pazienza dialoga. Accettando di parlare con la donna e di seguire le sue provocazioni, pian piano la conduce alla fede in lui. L'acqua non interessa più, ciò che emerge chiaramente è la fiducia della donna verso un uomo che mostra di conoscerla, ma soprattutto di volerle bene.
Le risponde con convinzione, ma con amore; con chiarezza, non per aumentare la polemica.
Mostra di saper ascoltare e di avere argomenti per farsi ascoltare. Manifesta la tenerezza di Dio con il popolo che ha liberato dall'Egitto e al quale vuole manifestare la sua bontà e pazienza per poterlo condurre alla terra promessa, la terra della libertà. Vuole un popolo che lo segua per amore e non schiavi che passano da un padrone – il Faraone – ad un altro – il Dio che i loro padri servivano prima di entrare in Egitto -. Vuole essere il loro Padre, il compagno di viaggio, colui che dona l'acqua viva dello Spirito, la sola che toglie la sete di amore che assilla ogni uomo.
"L'Alleanza" di Dio sta ancora camminando, e si ferma al pozzo di Sicar, per raccogliere nuovi discepoli e renderli testimoni. La donna infatti torna in città a raccontare la sua scoperta di fede e coinvolge ai suoi amici, che a loro volta affermano di credere perché anche loro hanno ascoltato quel Galileo fermo presso il pozzo che era stato di Giacobbe.

"Ascoltate oggi la sua voce"...dice il salmo. "Ascoltatelo" ripeteva la voce sul monte. E anche adesso l'ascolto, il dialogo, la parola crea legame, apre alla fede.
Ascoltare per conoscere e diventare amici, passare dalla indifferenza, o anche ostilità, alla confidenza, maturare fiducia e giungere alla fede. Anche noi, come il popolo liberato e la Samaritana, conosciamo poco il Signore, pure se abbiamo ricevuto l'acqua del battesimo. Abbiamo bisogno di ascoltare e capire, di fare le nostre domande per entrare in dialogo e arrivare a dire: "Adesso ci credo, sei il mio Salvatore, il mio Dio".

Un suggerimento per la preghiera
Signore, non ci sono altre strade: lo sperimentiamo in famiglia, quando proviamo a fermarci ed ascoltare i genitori. Così anche in gruppo: se non ci ascoltiamo tutto diventa più difficile. Funziona così anche con te: per diventare tuoi discepoli è indispensabile che ti ascoltiamo. Ma non nella fretta, come quando scarichiamo i "messaggini", pronti a passare subito al successivo perché sembra che siamo importanti solo se riceviamo tanti SMS.
Tu sei un amico che desidera tempo e calma per dialogare, per raccontare di te, del Padre, e di noi che siamo suoi figli.
Insegnaci ad ascoltare.