| Omelia (27-10-2002) |
| padre Paul Devreux |
|
Mt 22,34-40 Stiamo sulla spianata del Tempio e Gesù è interrogato su qual è il più gran comandamento, due giorni prima di Pasqua. Co-mandare significa "mandare-insieme". Gesù risponde che Dio c'invita ad "amare insieme a lui", per essere a sua immagine e somiglianza, e regnare con lui. Amo ciò che conosco e mi si rivela buono. Più faccio con l'altro un' esperienza buona, più lo amo; in altre parole desidero che anche lui faccia con me o tramite me un'esperienza buona, e gioisco nel vederlo felice. Il contrario dell'invidia. Come faccio ad amare l'altro se prima non lo conosco, o se, avendolo conosciuto, ho fatto con lui un'esperienza negativa? Come faccio ad amare Dio se non lo conosco e neanche lo vedo? Dio in Gesù, si fa vedere e conoscere, proprio per venire incontro a questo nostro bisogno. Anche oggi, tramite la preghiera e la contemplazione dei Vangeli, io posso vedere e conoscere Gesù. Soprattutto contemplando la sua Passione, io posso scoprire la disponibilità di Dio nei miei confronti e cosi scoprire quanto mi ama. Più lo conosco e faccio in preghiera e nella vita l'esperienza di questo suo amore, più nasce in me il desiderio di ricambiarlo. Poso farlo stando alla sua presenza in una Chiesa, e cercando d 'essere come lui, facendo ciò che lui fa: amare le sue creature, che sono il mio prossimo. Ogni giorno ho bisogno di sperimentare l'amore di Dio affinché nasca in me il desiderio di ricambiarlo amandolo e amando i fratelli che incontro. Perciò è importante pregare sin dal mattino. |