Omelia (23-11-2014)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Mt 25, 34-36

"Il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi".

Mt 25,34-36


Come vivere questa Parola?

Siamo quasi al termine del Vangelo di Matteo.

La scena è solenne. Gesù descrive quello che avverrà alla fine dei tempi e anche qui parla in parabola. Un grande sovrano raduna tutti gli abitanti della terra (a qualsiasi tempo e nazione appartengono). Si tratta dell'esito finale. E' il giudizio ultimo in cui ognuno riceve il bene per sempre o il male definitivo, a seconda di come ha vissuto. E non ci saranno proroghe né sconti.

Quel che più colpisce è un fatto. Il sovrano parla di un bene e di un male che è stato fatto non al tale o tal'altro, ma a lui, proprio al Re stesso "L'avete fatto a me".

E' evidente che in questo modo la realtà del bene o del male compiuto ha un peso grandissimo. Di qui l'enorme peso di gloria e di felicità per il bene compiuto anche al più pover'uomo che esista e il peso di maledizione per il male fatto a chiunque.

Com'è forte, impressionante, decisivo quel dire del Signore: "Lo riterrò fatto a me". Sì, Egli mette in gioco la sua stessa persona!
E allora Gesù, ti prego, aprimi bene la mente e il cuore perché io guardi con gli occhi della Fede tutte le persone con cui devo trattare perché, scorgendo Te in ciascuna di loro, io mi relazioni sempre con amore se entro in una relazione fraterna con disponibilità all'aiuto.


La voce di una beata

"L'amore non vive di parole né può essere spiegato a parole."

Madre Teresa di Calcutta
Sr Maria Pia GiudiciFMA