| Omelia (20-07-2014) |
| Monastero Domenicano Matris Domini |
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Commento su Rm 8,26-27 Collocazione del brano La domenica scorsa Paolo ci parlava dei gemiti della creazione e dei cristiani stessi in attesa della gloria futura che sarebbe stata manifestata in loro alla fine dei tempi. In questa attesa non sono soli poiché lo Spirito Santo è insieme a loro, li aiuta a chiedere ciò che è meglio e partecipa fino in fondo alla loro sofferenza. Lectio Fratelli,26 lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; Se i cristiani possono perdersi di coraggio nelle difficoltà del loro quotidiano, ecco che Paolo li aiuta a rafforzare e completare i motivi di fiducia nella glorificazione finale. Al doloroso gemito del mondo e dei credenti si aggiungono i gemiti dello stesso Spirito, che entra attivamente nel travaglio dell'umanità per sostenere e indirizzare la tensione dei cristiani. Infatti noi non sappiamo nemmeno come pregare, cosa chiedere al Signore. Per fortuna che lo Spirito intercede per noi, si mette in mezzo tra noi e Dio e chiede a Lui ciò che è meglio per noi, con un linguaggio che noi non sappiamo comprendere, ma che è ben chiaro al Signore. 27 e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio. Infatti lo Spirito è il Signore stesso e tra queste due persone della Trinità vi è una perfetta intesa. Lo Spirito aiuta i santi. I santi nel linguaggio paolino sono i cristiani, cioè coloro che sono stati resi santi grazie alla loro fede in Dio. Lo Spirito intercede per i santi seguendo i disegni di Dio. Il Signore è dunque fedele al suo progetto e aiuta i suoi figli a giungere alla sua piena realizzazione. Meditiamo - Come giudico la mia preghiera? Anche io talvolta mi sembra di non sapere come pregare e cosa chiedere? - Sento con me l'aiuto e l'intercessione dello Spirito? - Come vivo il mio essere "santo"? |