Omelia (18-05-2014)
Giovani Missioitalia
Qual è il mio posto?

Ci si presenta in questo passo del vangelo il dualismo che ogni giorno viviamo nella nostra vita: turbamento e paura da una parte, fede dall'altra. Il nostro cuore non ha pace, non riposa perché, se riflettiamo bene, ci rendiamo conto che l'ansia ci attanaglia tutti. Chi sono? Sono soddisfatto nel mio lavoro? Come sono le mie relazioni? E' tutto un interrogativo, siamo precari, e del resto è pure normale, basta vedere la nostra fragilità e quella di chi ci circonda: un mondo che sembra sgretolarsi e tutto ti dà fuorché certezze. Cerchiamo giorno dopo giorno di capire qual è il nostro ruolo e spesso crediamo di trovare certezze in cose mediocri e banali che sembrano "calmare le nostre ansie": ecco che allora diventiamo dipendenti da cose, da persone, da progetti, attacchiamo il nostro cuore a questi elementi che sembrano curarci ma che in realtà diventano gabbie. Tutto per trovare il nostro posto. Eppure c'è un Dio che oggi ci dice che Lui stesso ce lo ha preparato: un luogo in cui il nostro cuore riposa, non è più turbato. Ecco l'altra parte del dualismo, una parola piccolissima ma di enorme significato: la fede. In ebraico FEDE si dice EMUNA. Tale termine deriva dalla radice ebraica AMAN, che è un verbo e significa: "ESSERE SALDO, SOLIDO, STABILE, SICURO". Da qui deriva il nostro AMEN. Ogni volta quindi che diciamo AMEN, facciamo un'affermazione di FEDE, come se dicessimo: "SICURO! CERTAMENTE!" In un salmo preghiamo "Solo in Dio riposa l'anima mia". La fede non è un atto di volontà: "ecco adesso mi concentro e credo!". No! La fede è appunto un atto di abbandono, è appoggiarsi a Qualcosa che ti sorregge e ti rende stabile. Noi in cuor nostro lo sappiamo quanto importante è avere fede, Cristo ci parla nel profondo del nostro cuore, nella nostra coscienza, però stiamo sempre li a non ascoltare, a far finta di non capire. Tommaso, padre del dubbio, anche in questo vangelo tentenna: "ma qual è la strada? Come facciamo a trovare questo posto?"o come diremmo noi "e come si fa?". Entrando in una relazione autentica con Dio. La risposta di Gesù a Tommaso è chiara "Io sono la Via la Verità e la Vita". Non c'è una strada su una cartina, la strada è una persona, è la relazione che noi instauriamo con Lui, ascoltando la Sua Parola, seguendo la Sua Verità e arrivando alla Vita, che è arrivare a fare le cose che Lui ha pensato per noi.
Sono tante le strade che percorriamo nella nostra vita. Strade comode, facili, cattive ma anche strade belle e buonissime moralmente parlando. Il punto però è capire se questa è la strada specifica che Lui ha pensato per noi. Tante cose ci sono da fare nel mondo ma non è detto che siamo noi chiamati a farle: di certo ognuno di noi ha una Vocazione specifica. Alla luce di questa Parola in cui Gesù si presenta come la Via la Verità e la Vita, in cui ci fa comprendere che è la nostra relazione con Lui il trovare il nostro posto specifico, è importante cominciare a chiederci se in quello che facciamo incontriamo Lui; se nella strada che percorriamo ci sentiamo guidati da Dio.