| Omelia (18-05-2014) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su At 6, 2-3 "I dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: "Non è giusto che noi lasciamo da parte la Parola di Dio per servire alle mense. Dunque fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico". Atti 6, 2-3 Come vivere questa Parola? Siamo alle origini della Cristianità. C'è gente raggiunta dalla lieta Notizia del Vangelo, ma non è ancora convertita. Come succede spesso ovunque, scoppiano rivalità, accuse tra due etnie diverse: quella ebraica e quella greca. La gente greca si lamenta del fatto che, nel compiere l'opera caritatevole di assistere quotidianamente le vedove, gli ebrei trascurano le necessità di quelle d'origine greca. È interessante riflettere su come i Dodici gestirono questa scomoda realtà. Anzitutto convocarono quelli che vivevano da veri discepoli del Signore, coerenti dunque con il suo Vangelo. Sapendo di trovare ascolto, proposero loro la soluzione. Senza alcuna perplessità proclamarono il primato del servizio alla Parola, guardandosi però dall'escludere il servizio alle mense. E poiché anche questo secondo servizio, per essere autentico, deve impregnarsi di carità evangelica, invitarono i discepoli a eleggere tra loro sette integerrime persone che adempissero a questo compito. Ecco: è su questo delicato equilibrio che si regge la Chiesa di Dio. Appartiene al sacerdozio ordinato il ministero della Parola e di quanto da essa scaturisce: anzitutto la celebrazione dell'Eucaristia. Al laicato con buona preparazione spirituale, è affidato il compito di attendere a tutte quelle espressioni di carità che, realizzate nel Corpo Mistico di Gesù, diventano poi espressioni del "sacerdozio battesimale". Proprio quest'ultimo sacerdozio fa del vero credente non solo un seguace di Gesù, ma un prolungamento, oggi, del suo essere tra noi. Signore, ti prego: fa' che ovunque sacerdoti e laici siano impegnati a stimarsi vicendevolmente, a collaborare tra loro, cercando con cuore umile e ardente il tuo Regno. La voce di un Papa "All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva". Benedetto XVI, Enciclica "Deus caritas" Sr Maria Pia Giudici - [email protected] |