| Omelia (04-05-2014) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Lc 24, 15; 32 «Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo [...]. Ed essi dissero l'un l'altro: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?"». Lc 24, 15; 32 Come vivere questa Parola? L'episodio lucano dell'incontro del Risorto con i due discepoli di Emmaus è straordinariamente denso di significati teologici e spirituali. Esso si può definire come l'icona pittoresca della vita di ogni cristiano nel tempo della Chiesa, e quindi anche del cristiano del nostro tempo. L'esperienza di Emmaus ha il carattere di un cammino col Risorto mai concluso: denso di partenze e di ritorni, di racconto e di memoria, di cammino e di sosta, di delusione e di gioia, di luce e di chiaroscuro. Emmaus raccoglie, in una sintesi mirabile, gli ingredienti fondamentali della vita cristiana in un dinamismo vitale che si distende nel tempo e nello spazio della quotidianità. È un cammino guidato dall'ascolto ‘nuovò delle Scritture, spiegate dall'Ermeneuta per eccellenza, il Signore Gesù, e dallo "spezzare il pane", che ripresenta il suo mistero di morte e di Risurrezione. Quando poi egli scompare dalla vista, lascia i discepoli con "il cuore che arde". È interessante annotare che Luca ci rivela il nome solo di uno dei due discepoli di Emmaus: Cleopa. il nome dell'altro è rimasto ignoto. L'innominato sono io! Del resto, è proprio questa l'intenzione dell'evangelista: annunciare ai suoi destinatari le indicazioni essenziali su come sia possibile per ciascuno, anche per me, discepolo innominato, incontrare oggi il Risorto nella vita della Comunità cristiana. In un momento di pausa e di preghiera, nella mia cella interiore, mi interrogherò: «Dov'è Emmaus? Quand'è Emmaus?». Sempre e ovunque, è la risposta! È là dove si fa esperienza del partire e del ritornare al Cristo Risorto, che ci accompagna, spezza il pane della Parola e del suo Corpo, sparisce, e ci lascia il cuore che arde. La voce di Papa "San" Giovanni Paolo II «Quando nello "spezzare il pane" da parte del forestiero si aprono gli occhi dei discepoli, essi si rendono conto che «il cuore ardeva nel petto» mentre lo ascoltavano spiegare le Scritture. In quel cuore che arde possiamo vedere la storia e la scoperta di ogni vocazione, che non è commozione passeggera, ma percezione sempre più certa e forte che l'Eucaristia e la Pasqua del Figlio saranno sempre più l'Eucaristia e la Pasqua dei suoi discepoli» Papa Giovanni Paolo II, Messaggio per la XXXVII Giornata mondiale per le vocazioni Don Ferdinando Bergamelli SDB - [email protected] |