| Omelia (20-04-2014) |
| padre Gian Franco Scarpitta |
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La notte delle antitesi In un giardino era avvenuta la rovina con la disobbedienza di Adamo; in un giardino avviene l'Obbedienza estrema del Nuovo Adamo, Cristo, che si consegna per volere del Padre. Di notte si descrive avvenuta presumibilmente l'incarnazione del Figlio di Dio; di notte lo stesso Figlio Signore viene catturato come un ladro senza opporre resistenza. Sempre nel giardino Dio cerca Adamo che, svergognato, tende a fuggire per paura di essere nudo; nel giardino invece il nuovo Adamo chiede ai suoi assalitori "Chi cercate?" senza fuggire alla cattura e lasciandosi poi in seguito denudare. Ma soprattutto, durante la notte e in un giardino sepolcrale, avviene la fuoriuscita di Dio dalla tomba, il passaggio straordinario dalla morte alla vita in antitesi a quella che era stata la trasmigrazione del primo uomo dalla vita alla morte nel peccato. Gesù insomma ha preso iniziativa sulla morte e l'ha sottomessa e la notte del tradimento di Giuda viene ribaltata dalla notte della fedeltà di Dio nei confronti dell'uomo. Della notte Cristo vince le tenebre e le oscurità del male imponendosi come "luce del mondo" alla quale tutti quanti attingiamo,. Questa è la notte dei rimedi e della ricostruzione, nella quale si ristabilisce l'ordine debellato dalla cattiveria dell'uomo, complice il principe delle tenebre e nella quale siamo messi in condizione di non vedere più il male, di non vagare nelle tenebre e nella perdizione, ma di procedere nella luce della Verità che ci viene offerta e donata. In questa notte Dio ci fa' il dono esclusivo di sé, ci avvince della sua familiarità e del suo fascino e ci offre anche lo sprone per camminare sempre secondo i passi del suo Figlio. Cristo Risorto che rischiara le tenebre dell'errore e del peccato ci sprona a vivere da risorti e a scongiurare che il male seguiti a dissipare la nostra vita: vivere nella continua discordia, nell'errore e nel peccato e nelle reciproche belligeranze vuol dire costringere Gesù a restare nel sepolcro e continuare a cercare fra i morti colui che è vivo. Egli inoltre ci invita a vivere "onestamente, come in pieno giorno"(Rm 13, 13) per guadagnare i meriti della salvezza e radicarci nella gioia e per poter trovarci nelle parole del Salmista: "Beato chi è integro nella sua via e cammina nella legge del Signore. Beato chi custodisce i suoi insegnamenti e lo cerca con tutto il cuore. |