| Omelia (13-04-2014) |
| Giovani Missioitalia |
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Osanna Gesù entra a Gerusalemme per festeggiare con i Suoi discepoli la pasqua Ebraica e come già temevano i farisei viene accolto trionfalmente dalla folla. Questo ingresso non è fatto a caso ma preparato bene da Gesù che manda i suoi discepoli " Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un'asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me" così che sia compiuta la profezia messianica di Zc 9,9 "Esulta grandemente figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina". Nessuna entrata trionfale su bianchi cavalli come un re: Gesù è Re, come dirà dopo nel processo davanti al Procuratore e come l'iscrizione sulla Croce sottolineerà per volere di Pilato; ma è un Re ultraterreno, dei Cieli. Sceglie un somaro, una bestia da soma, un animale che è nato per portare pesi: ecco la grande simbologia, Lui è l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, che prende su di se, proprio come l'asino che lo porta, il peso dell'umanità, il peccato dell'uomo e se vogliamo entrare nello specifico, porta in croce tutte le nostre vite con le loro croci, con i loro peccati, con le loro sofferenze. Morirà con questo fardello sulle spalle e nel cuore ma Risusciterà e con Lui anche noi: questa è la Salvezza. Anche noi siamo dei somari, portiamo dei pesi a volte futili e inutili: Dio ci invita a gettar tutto su Suo Figlio e a farci carico di un solo peso, quello della sua Gloria che, in ebraico Kabod, significa letteralmente "peso". L'accoglienza è trionfale, la folla che"stese i propri mantelli sulla strada": il mantello all'epoca era un bene preziosissimo, così importante che per legge non poteva essere tolto al proprietario nemmeno come pegno per saldare i debiti. Non è un caso che nella Bibbia ricorre in diverse letture, pensiamo solo all'investitura a profeta di Eliseo per conto di Elia (1Re 19,19 Partito di lì, Elia incontrò Eliseo... passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello) e Gesù stesso lo cita(Mt 5,40 a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello). Proteggeva l'uomo dalle escursioni termiche: dal caldo afoso del deserto al mattino e dal freddo durante la notte. La folla glielo getta ai piedi a simboleggiare che gli affida il bene più prezioso che ha ossia la vita stessa e lo professa pubblicamente esultando di gioia agitando rami di ulivi. Noi, nello scegliere di scrutare questo vangelo, vogliamo sottolineare l'importanza di questo momento di Gioia che domenica prossima precederà la settimana santa: Passione, Morte e Risurrezione di Cristo. Gioiamo allora e professiamo anche noi la nostra fede in Dio che viene a salvarci. |