Omelia (06-04-2014)
Omelie.org (bambini)


Siamo arrivati alla quinta domenica di Quaresima, ormai al termine di questo bel percorso che certamente ci ha avvicinato ancora di più a Gesù. L'abbiamo contemplato in diverse situazioni e già siamo proiettati verso la passione e risurrezione. Prima però la liturgia ci offre un altro incontro di Gesù e un suo gesto prodigioso, compie un miracolo che agisce sulla vita!
A differenza degli incontri che la liturgia ci ha presentato le scorse domeniche, qui Gesù conosce bene il malato, Lazzaro e la sua famiglia, anzi è un loro amico. L'Evangelista Giovanni è tanto ricco di dettagli che non si fa molta fatica ad immaginare cosa sia accaduto in quella occasione. Intanto intorno all'evento della morte di Lazzaro c'è un gran movimento di persone, gente che si sposta per partecipare al dolore delle sorelle e dare l'ultimo saluto all'amico Lazzaro. Evidentemente Lazzaro deve essere stato un uomo molto conosciuto e stimato, una persona buona con tanti amici, conoscenti. Tra questi ci sono anche Gesù e i suoi apostoli! Tutti accorrono, e Giovanni ci dice che l'amico Gesù, saputa la notizia, rimane due giorni dove si trovava e poi invita gli apostoli a raggiungere Marta e Maria. Questo dettaglio ha catturato la mia attenzione in quanto da un caro amico e da Gesù a maggior ragione mi aspetterei un intervento immediato... anzi, a dirla tutta, che facesse in modo da evitare il peggio! Come mai non parte subito? Perché dice agli apostoli che la morte di Lazzaro è per la Gloria di Dio Padre?
Intanto Gesù si era allontanato dalla Giudea perché, da come si capisce, tira una brutta aria: molti ebrei e tra questi la maggior parte con un grande potere e influenza politica e sociale, cominciavano a considerarlo un sobillatore dell'ordine e della religione ebraica, dunque iniziano a complottare contro di lui. In questo clima teso e incerto, il Signore sceglie di rischiare e tornare in Giudea, desidera andare da Lazzaro e le sue sorelle, con l'intento di dare gloria, cioè far conoscere realmente e pienamente Dio. Dalla commozione e dal suo pianto davanti alla tomba chiusa capiamo il forte legame con questa famiglia, e dall'esclamazione di Marta e Maria: "se tu fossi stato con noi non sarebbe morto!", la fiducia che esse riponevano nel Signore ed insieme la certezza che poteva agire sulla malattia. Gesù a pochi giorni dalla sua cattura, in evidente sintonia con il Padre, risuscita un uomo. Cosa vuole mostrare con questo gesto? In quei due giorni lontano da Lazzaro, cosa avrà meditato? Ha rimandato il suo intervento così da dare maggior risalto al miracolo? Beh, questo non è lo stile di Gesù, spesso raccomandava di non far parola dei miracoli!
Come dicevamo all'inizio il Vangelo ci aiuta a conoscere sempre meglio il Signore per poter così legarci, affezionarci a Lui. Oggi dunque cosa aggiungiamo, quale aspetto di Gesù ci portiamo nel cuore? Intanto l'affetto che ha per questi tre amici è lo stesso che ha per ciascun uomo e donna, tutti siamo suoi amici, fratelli; risuscitando l'amico ci ricorda che è il Signore della vita! È Lui che ci ha voluto, soltanto Lui può dare vita! Altro aspetto: non agisce secondo i nostri tempi, siamo sue creature, creati a Sua immagine, per questo preziosi e mai Lui si dimentica di uno solo di noi; quando sembra lontano o sembra non intervenire a nostro favore, in realtà è nel nostro cuore, e se preghiamo con fiducia sentiremo la sua vicinanza, la sua solidarietà. Proprio come in questo episodio: Gesù si commuove fino alle lacrime insieme agli altri ebrei che piangevano il loro amico. Il Signore non vuole la morte, Lui dona la vita e la vita eterna. Infatti Lazzaro ritornato in vita, alla fine morirà, per vivere accanto all'amico Gesù per sempre. Questa è la promessa che Gesù fa a chiunque crede in Lui, di vivere per sempre con Lui. Gesù stesso compirà questo passaggio, dalla morte che è il termine della vita terrena, alla Risurrezione che è la vita eterna. Il Signore come in questo episodio ci mostra la via che porta a Lui, alla vita perciò, perché chiunque fa la volontà del Padre avrà la vita eterna.
Proviamo durante questa settimana a fare spazio nei nostri pensieri e nel cuore alla voce di Gesù che ci conduce alla vita vera, che è fatta di amore, solidarietà, perdono; così i nostri gesti, i nostri sorrisi avranno il sapore della vita vera.
Commento a cura di Antonella Stolfi