Omelia (30-03-2014)
Monastero Domenicano Matris Domini
Commento su Ef 5,8-14

Collocazione del brano

In correlazione con il vangelo di questa domenica dedicato alla guarigione del cieco nato e al discorso del vedere/non vedere, la seconda lettura scelta parla della scelta che ogni credente deve fare tra la luce e le tenebre. Qui le tenebre non sono intese nel senso del peccato, bensì nella situazione di chi non ha conosciuto Cristo, la vera luce, e quindi non nella sua esistenza non ha la luce necessaria per vivere in pienezza, non può essere libero, non cammina nella verità e nella vera vita. Paolo esorta gli Efesini che sono passati dalla tenebra alla luce, cioè dal paganesimo alla fede in Cristo, a comportarsi in maniera degna della luce del giorno.

Lectio

Fratelli,8 un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce;

Nei versetti 1-7 Paolo ricorda alcune "attività" che i credenti non possono più permettersi di compiere: vita sessuale disordinata, discorsi osceni o anche solo insulsi, sete di denaro. I cristiani devono allontanarsi da questi atteggiamenti e anche da quanti continuano a vivere secondo questo stile. Perché?

Perché queste sono attività di coloro che vivono nelle tenebre, mentre invece chi crede in Dio è stato avvolto dalla sua luce, ci vede e non può più ritornare a nascondersi nelle tenebre. Il credente è figlio della luce e deve riflettere questa luce che gli è stata donata.

9 ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.

La luce ti fa vedere le cose come stanno, quindi il figlio della luce è a servizio delle cose belle, giuste e vere. Vede queste cose e cerca di realizzarle.

10 Cercate di capire ciò che è gradito al Signore.

La luce di permette di capire ciò che è buono vero e giusto e di compierlo. Tutto questo è gradito al Signore perché è Lui che ha creato tutto secondo queste caratteristiche. Il credente deve fare questo sforzo di capire cosa è gradito al Signore, ma in questo è aiutato dalla luce che il Signore gli ha donato.

11 Non partecipate alle opere delle tenebre che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente.

Le opere delle tenebre non solo sono contro Dio, ma anche contro l'uomo: non danno nessun frutto, non fanno crescere l'uomo, anzi lo abbruttiscono, lo rendono schiavo del piacere, del vizio. Ricordiamo che uno dei punti di forza della diffusione del cristianesimo fu proprio la presa di distanza dai culti pagani di stile orgiastico.

12 Di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare,

Ancora il contrasto segreto/palese, luce/tenebre. Di certe attività è meglio non parlarne neppure, tanto sono contro la dignità della persona umana.

13 mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce.

La luce del giorno rivela che le cose vergognose che si fanno nelle tenebre non sono buone per l'uomo, portano miseria, avvilimento, morte.

14 Per questo è detto: «Svegliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà».

E' la luce di Cristo che ti sveglia dalle tenebre della morte. Non si è ancora capito bene da dove provenga questa citazione. Viene introdotta come le citazioni delle Scritture, ma se ne trova solo qualche traccia in Is 26,19; 51,17 e altri versetti. Per altri proverrebbe da scritti apocrifi. L'ipotesi più accreditata è che si tratti del versetto di un inno liturgico cantato nelle prime comunità cristiane.

Meditiamo

- C'è una situazione di "tenebra" in cui mi sono trovato o ancora mi trovo?
- In cosa si è manifestata per me la luce di Cristo?
- Riesco ad essere luce per i miei fratelli e sorelle?