Omelia (30-03-2014)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Gv 9, 7

«"Va' a lavarti nella piscina di Siloe"... Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva».
Gv 9, 7


Come vivere questa Parola?

La guarigione del cieco nato ci riguarda da vicino, perché, in certo senso, siamo tutti dei ciechi nati. Il bambino nasce se non proprio cieco, almeno ancora incapace di distinguere i colori e i contorni delle cose. È solo dopo qualche settimana che egli incomincia a mettere a fuoco gli oggetti. Se il bambino fosse in grado di esprimere l'emozione che prova quando comincia a vedere chiaramente il volto della mamma, i colori, che ‘oh!' di meraviglia uscirebbe dalla sua bocca! Che inno alla luce e alla vista!

Gesù ha operato la guarigione del cieco nato e di molti altri ciechi nel vangelo per scuoterci dal nostro torpore e renderci più attenti e consapevoli.

Anche in un altro senso noi siamo dei ciechi nati. C'è un altro occhio che deve aprirsi nella nostra esistenza, oltre quello fisico: l'occhio dell'anima, l'occhio della fede. Esso comincia ad aprirsi nel giorno del nostro battesimo, quando riceviamo appunto il dono della fede. Per questo nel cristianesimo antico i primi Padri della Chiesa lo chiamavano "illuminazione" e il battezzato veniva chiamato "l'illuminato".

Nella guarigione del cieco nato descritto pittorescamente nel vangelo si può notare un graduale processo di illuminazione che si compie di pari passo con la scoperta della vera identità di Gesù. All'inizio, per il cieco Gesù non è che un uomo: «L'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango...» ( v. 11). Più avanti, nel v. 17, egli afferma: «È un profeta!». Ha fatto un passo avanti, ha capito che Gesù è un inviato da Dio, che parla e opera in nome di Lui. Infine, incontrando di nuovo Gesù, gli grida: «Io credo, Signore!» (v. 38) e si prostra dinanzi a Lui per adorarlo, riconoscendolo così apertamente come suo Signore e suo Dio.

La Quaresima è soprattutto un cammino di illuminazione nella fede. Oggi rientrando al centro del mio cuore, mi pongo una semplice domanda: «E io, a che punto sono in questo processo di illuminazione? Chi è Gesù di Nazaret per me? Sei tu, Gesù, la luce vera venuta in questo mondo. Senza di te io sono un cieco immerso nel buio più fitto. Solo tu puoi aprire i miei occhi!

La voce di due Papi

«Chi crede, vede; vede con una luce che illumina tutto il percorso della strada, perché viene a noi da Cristo risorto, stella del mattino che non tramonta».
Benedetto XVI e Papa Francesco (Enciclica Lumen fidei, num. 1).

Don Ferdinando Bergamelli SDB - [email protected]