Omelia (16-03-2014)
Monastero Domenicano Matris Domini
Dio ci chiama e ci illumina

Collocazione del brano

Il nostro cammino di quaresima ci offre oggi un brano della seconda lettera a Timoteo. I toni sono un po' cupi, perché Paolo è in catene e nella comunità di Timoteo sono aumentate le persecuzioni. Paolo perciò cerca di mandare al suo figlio spirituale e caro collaboratore alcune parole di speranza. Egli lo esorta a dare il suo contributo alla diffusione del Vangelo anche attraverso le sue sofferenze. Infatti sia Paolo che Timoteo hanno ricevuto una "vocazione santa", cioè il mandato alla predicazione, sono stati inviati a far conoscere la vita che si può raggiungere grazie all'ascolto del Vangelo e all'adesione a Gesù. Questa vita è stata fatta risplendere grazie alla manifestazione di Gesù. Questo brano è stato scelto perché ben si adatta ad accompagnare il vangelo della trasfigurazione.
Lectio

Figlio mio, 8 con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.

Paolo nei versetti precedenti aveva esortato Timoteo a ravvivare il dono che aveva ricevuto attraverso l'imposizione delle mani, cioè lo Spirito Santo che lo ha reso presbitero per il servizio della comunità cristiana. Questo è uno Spirito di fortezza che dona il coraggio della testimonianza anche davanti alla persecuzione. Timoteo con questo Spirito, con la forza che Dio gli dona, è chiamato a sopportare la stessa sofferenza che Paolo sopporta a favore della diffusione del Vangelo.
9 Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall'eternità.

Non possono tirarsi indietro da questo compito poiché loro per primi sono stati salvati da una vita segnata dalla morte e dalla mancanza di un senso. Essi hanno ricevuto una vocazione santa, cioè sono stati "messi da parte per Dio". Questo non per un loro merito, ma solo per il volere di Dio, il suo progetto e la sua grazia, che Egli elargisce a chi vuole. E' una grazia che è stata data agli uomini sin dall'inizio dei tempi, pensata e donata in Gesù Cristo.
10 ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto rispendere la vita e l'incorruttibilità per mezzo del Vangelo.

Pur essendo già stata elargita fin dall'eternità è stata rivelata solo grazie alla manifestazione del salvatore. Questi due termini facevano parte della terminologia del potere imperiale. Il salvatore era l'imperatore, la manifestazione era un evento felice, come la nascita o l'ascesa al trono o una particolare impresa da lui compiuta. Forse qui vi è un elemento polemico verso il culto dell'imperatore o semplicemente la trasposizione del linguaggio del potere umano al potere divino. In effetti Gesù si è mostrato il vero salvatore, vincendo la morte e facendo risplendere la vita che non ha mai fine, attraverso l'annuncio del Vangelo. Quello stesso Vangelo che Paolo e Timoteo sono chiamati ad annunciare nonostante le persecuzioni.
Meditiamo

- Mi è mai capitato di sentirmi chiamato a testimoniare/annunciare il messaggio di Cristo?

- Ho mai dovuto soffrire qualcosa per questa testimonianza?

- Mi è mai sembrato che la mia vita di fede fosse in qualche modo bella, splendente?