| Omelia (09-03-2014) |
| don Giovanni Berti |
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Gesù cammina nel mio deserto Clicca qui per la vignetta della settimana. All'inizio dei 40 giorni della Quaresima, tempo che precede le celebrazioni della Pasqua, ci viene raccontato nel Vangelo della prima delle 6 domeniche quaresimali, del viaggio di 40 giorni che Gesù compie nel deserto, proprio all'inizio del suo cammino come uomo adulto verso la sua Pasqua di morte e resurrezione. C'è tutta la storia di Gesù in questi suoi 40 giorni nel deserto, specialmente nel duello verbale e spirituale con il diavolo che lo vuol portare fuori rotta. Infatti tutta la storia di Gesù, i suoi incontri con i discepoli, così difficili da istruire e guidare, e i continui scontri con le autorità religiose del suo tempo, sono riassunti in questo triplice dialogo con Satana. Gesù venuto per sfamare il mondo è tentato di pensare "giustamente" a sfamare prima di tutto se stesso, anteponendo il bene materiale a quello più spirituale. Gesù che è Figlio di Dio, venuto nell'umiltà e debolezza della natura umana, è tentato di imporre la sua presenza con la potenza della sua condizione divina, tradendo in questo modo la sua missione di essere pienamente solidale con gli ultimi. Gesù che è venuto a servire e non ad essere servito, è tentato di mettersi a capo del mondo con il potere, proprio lui che ha scelto la strada degli ultimi e come trono ha la croce e non il palazzo di Cesare. Le tentazioni di Satana, portate avanti usando anche la stessa Parola di Dio e puntando sulla verità dell'identità di Gesù ("se tu sei il Figlio di Dio..." e Gesù lo è davvero!), sono delle vere e proprie seduzioni che hanno l'unico scopo di eliminare la forza della testimonianza di Gesù, cioè il suo amore totale e pieno per l'umanità e la sua fiducia totale in Dio come Padre. Gesù non è venuto a mostrare la sua potenza, ma la sua fiducia incondizionata in Dio Padre. E' venuto a mostrare all'umanità che questa fiducia è possibile anche per l'uomo a cominciare dal più lontano e abbandonato. Qualche giorno fa', camminando una sera per le vie di Roma, ho visto una scena che mi ha fatto riflettere. Davanti ad un negozio ben illuminato di preziosi articoli religiosi e gioielli, stava adagiato su un cartone, coperto da una pesante coperta, un senza-tetto che aveva trovato nello spazio alla base della vetrina il posto dove dormire e affrontare la notte. E' una scena molto comune nelle nostre città, specialmente quelle più grandi come Roma, ma non ho potuto non notare il forte contrasto tra la luce scintillante del negozio che aveva le grate di sicurezza abbassate e il doppio vetro a protezione della mercanzia, e lì davanti quella persona che era così coperta e rannicchiata che non si poteva capire se era giovane o anziano, uomo o donna, italiano o straniero... ma che era fuori di dubbio una persona povera. Clicca qui per lasciare un commento |