| Omelia (16-02-2014) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Mt 5, 20 "Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli". Mt 5, 20 Come vivere questa Parola? Ecco una pagina terribile del vangelo, che però nel tempo abbiamo ben bene anestetizzato. Perché non facesse così male, perché non chiedesse troppo. Forse oggi è il caso di rileggerla senza filtri. Il capitolo 5 di Matteo inizia con la proclamazione delle beatitudini, il manifesto di Gesù, le sue parole nuove che " ridicono" radicalmente le 10 parole delle tavole della legge mosaica. Continua, poi con una serie di discorsi di Gesù che traducono per la vita di ogni giorno quella sublimità espressa nel discorso della montagna. E qui, da Gesù, non riceviamo semplici esortazioni morali o precisi precetti da ottemperare. Riceviamo una nuova prospettiva: al centro non ci sono i fatti, gli atti da distinguere in buoni o cattivi. Al centro ci sono le persone e queste in relazione. Perché è nella relazione che si gioca la novità: Il bene di costruisce interagendo. Senza compromessi, con un parlare netto, dove il "si" è "si" e il "no" è "no", ma dove la giustizia è il frutto dello sguardo del puro di cuore, della gratuità del povero di spirito, della volontà di chi desidera ardentemente quello che desidera DIO. La nostra giustizia, quella che ci è indicata da Gesù, non è semplice rispetto della legge: va molto oltre il virtuosismo fariseo e si fonda sulla dissoluzione dell'idea di "nemico". L'altro è sempre un fratello da incontrare: una buona terra, sacra e amabile, da avvicinare con cura e attenzione, da non violare né con un'arma, né con parole offensive o con pensieri maliziosi. E se nell'incontro mi accorgo che è l'altro ad aver qualcosa contro di me, sono ancora io a fare il primo passo. Senza tentennamenti, senza falsi ritardi; perché non c'è rito o dovere che tenga... prima la riconciliazione. La questione è non solo amare i nemici, ma anche farsi amare dai nemici. Considerare tutti fratelli, trasformarsi tutti in veri fratelli. Signore, la tua parola oggi è dolcemente dura e intransigente. Donami uno sguardo puro per vedere negli altri quei fratelli che ti mi esorti ad amare e amandoli fa' che la mia parola, i miei pensieri siano sinceri, senza riserve, senza ipocrisie, senza dannose connivenze. La voce di un testimone Quando viviamo come se i rapporti umani fossero di natura solo umana, e quindi soggetti alle trasformazioni e ai mutamenti e delle norme e dei costumi umani, non possiamo aspettarci altro che l'immensa frammentazione e alienazione che caratterizzano la nostra società. Ma quando ci appelliamo a Dio e lo reclamiamo costantemente come fonte di ogni amore, scopriremo l'amore come un dono di Dio al popolo di Dio. Henri Nouwen Sr Silvia Biglietti FMA - [email protected] |