| Omelia (09-02-2014) |
| Omelie.org (bambini) |
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Il brano del Vangelo che abbiamo ascoltato, si trova nel capitolo quinto di Matteo, dove l'Evangelista ha raggruppato tanti insegnamenti, espressi da Gesù, sotto forma di raccomandazioni, ed esortazioni. In particolare i versetti di oggi vengono dopo le Beatitudini, cioè dopo il discorso di Gesù più noto perché denso di significato e soprattutto nel quale il Signore pone al centro, in modo chiaro, gli ultimi, i poveri, i più piccoli. Nei versetti che seguono l'attenzione è posta sui discepoli, coloro che seguono Gesù, che dichiarano fedeltà a Lui e ai suoi insegnamenti. In pratica oggi siamo noi i suoi diretti interlocutori. Il Signore oggi ci riempie di complimenti: ci paragona al sale e alla luce del mondo! Ai suoi occhi, noi uomini e donne, che liberamente scegliamo di essere seguaci di Cristo, siamo unici e preziosi, in quanto portiamo gusto, sapore e luce al mondo. Approfondiamo meglio quello che la Parola vuol dire al nostro cuore e alla nostra intelligenza: da dove viene il sapore che noi cristiani diamo al mondo? È un sapore, una luce che viene dal nostro cuore o da qualcuno che ci dona di essere luce per quanto ci sono vicini? In altre parole, da dove prendiamo il potere di illuminare le tenebre e insaporire le cose che facciamo? A proposito di questi due paragoni riportati dall'Evangelista Matteo, tempo fa chiesi al mio parroco che cosa significasse questo discorso. Ero piccola e non riuscivo a comprendere bene la similitudine proposta. Lui mi rispose: "Non penserai mica di poter metter più sale alle patatine o ai popcorn?!". "Naturalmente no" - risposi - "ma allora?". "Allora devi avere pazienza e cuore grande quando ascolti la Parola di Dio. Oggi abbiamo letto questo brano nel quale Gesù ci ricorda che fin dalla Creazione ha pensato agli uomini e alle donne come esseri speciali, con qualcosa in più delle altre creature. Hai capito a cosa mi riferisco?" Ed io: "Beh, soltanto noi uomini possiamo parlare!". "Ma anche gli animali a modo loro comunicano tra loro con versi!" Ed io: "Allora, solo noi siamo intelligenti!" "Anche gli animali lo sono, tanto che possono risolvere piccoli problemi, come procurarsi il cibo e adattarsi ad ambienti ostili!". A quel punto mi arresi! E lui disse:"Dio ha scelto noi come suoi amici! Non parla ad altri se non agli uomini! Dunque, ciò che portiamo al mondo c'è lo dà prima Gesù. È Lui la vera luce che dà speranza alle persone sole e afflitte, è Lui che rende saporita una amicizia, perché ci insegna a perdonare e amare. Quindi noi portiamo luce e gusto al mondo nella misura in cui rimaniamo vicini a Dio". Ho riflettuto a lungo su questo dialogo e lo porto ancora nella mente e nel cuore. Sicché la fonte unica di luce, cioè di gioia, speranza, amore è Dio; il sapore che diamo a tutte le nostre relazioni di amicizia e non solo, viene sempre da Lui. Noi siamo suoi amici ai quali dona il potere di mostrare il gusto dell'amore a chi ci sta vicino. Infatti, il brano di oggi si conclude: "Così risplende la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli". Le opere buone che compiamo mettono in luce che Dio abita il nostro cuore e che noi stiamo vicini a Dio. Ciò succede quando ci prendiamo cura dei più bisognosi, dei più poveri, delle persone sole, ma anche quando perdoniamo chi ci ha offeso... Per chi vuole durante la settimana proviamo a chiederci in quali occasioni siamo stati luce e sale per coloro che ci sono accanto. Commento a cura di Antonella Stolfi |