Omelia (22-09-2002)
padre Paul Devreux
Mt 20,1-16

Ascoltando questa parabola mi colpisce l'atteggiamento dei servi invidiosi, e mi viene spontaneo domandarmi come reagirei io al posto loro. Gesù non da loro molta importanza; gli dice: "Prendi il tuo e vattene." Cosi bisogna fare affinché l'invidioso si renda conto che lavorare in questa vigna è un Dono.

E' molto bello invece contemplare questo padrone che esce tutto il giorno per verificare se ci sono ancora persone da assumere. Visibilmente non lo fa per se; ama questa gente e desidera renderla felice facendola lavorare nella sua vigna. Nella sua logica è beato chi arriva prima, perché lavorarci significa diventare protagonisti e non più spettatori nel suo Regno.

Anche oggi il Signore qui presente, invita ognuno di noi a lavorare nella sua vigna. Non mi dice cosa devo fare perché chi ha voglia lo vede da se cosa c'è da fare e cosa è in grado di fare. L'importante è accogliere quest' invito, alzarsi e fare. Posso leggere, scrivere, cantare, pregare, intercedere, fare catechismo, visitare i malati, pulire la chiesa, aiutare il mio vicino di casa, testimoniare l'amore di Dio,. il lavoro non manca mai, e neanche la paga necessaria come ricompensa. Siamo tutti invitati a dare il nostro contributo. L'importante è non rimanere spettatori, come questi operai seduti in piazza.

Signore aiutami ad entrare sempre di più in questa tua logica, che è la logica dell'Amore.