| Omelia (08-06-2013) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Tobia 12,15 Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti a entrare alla presenza della gloria del Signore Tb 12,15 Come vivere questa Parola? Siamo al felice epilogo di questo episodio a carattere prevalentemente didattico. Tobia, felicemente sposato con Sara, torna presso il padre a cui, seguendo i consigli del suo accompagnatore, restituisce la vista. Ora si tratta di accomiatarsi da chi ha permesso il positivo esito della sua avventura e a cui, nella sua rettitudine, sente di dover dare molto più del pattuito. A questo punto si ha un risvolto imprevisto: il compagno di viaggio rivela la sua identità: è Raffaele, un angelo inviato da Dio stesso a vegliare su di loro. Un incentivo a scavare nel quotidiano, anche là dove si può fare la cruda esperienza della solitudine, dell'abbandono di Dio. Un abisso di amarezza che non è stato risparmiato neppure a Gesù che, nell'ora della suprema offerta ha gridato: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Un grido scandaloso sulle labbra del Figlio, un grido che solleva il velo su tante situazioni limite che anche noi ci troviamo a vivere. Nella rivelazione dell'angelo a Tobia, la risposta consolante e insieme la sollecitazione a non fermarsi all'epidermide di ciò che viviamo, ma a leggere oltre, per scoprire le impronte di quel Dio che comunque non abbandona mai. Il suo eclissarsi è proprio come quello del sole: lo vedi sparire dal tuo orizzonte nascosto dal cono d'ombra della luna (simbolo di ciò che passa), per ricomparire subito dopo a confermare la sua invincibile presenza. Signore, ti ringrazio perché anche nelle ore più tenebrose quando mi sembra di sdrucciolare abbandonato a me stesso, tu invii i tuoi angeli a custodirmi e a rassicurarmi della tua costante presenza. La voce di un grande dottore della Chiesa Se senti vacillare la tua fede per la violenza della tempesta, calmati: Dio ti guarda. Se ogni ora che passa cade nel nulla senza più ritornare, calmati: Dio rimane. Se il tuo cuore è agitato e in preda alla tristezza, calmati: Dio perdona. Se la morte ti spaventa e temi il mistero e l'ombra del sonno notturno, calmati: Dio risveglia. S. Agostino |