Omelia (22-04-2013)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Giovanni 10,9

«Io sono la porta: se uno entra attraverso di me sarà salvato; entrerà ed uscirà e troverà pascolo».
Gv 10,9


Come vivere questa Parola?

Anche oggi ci accompagna il brano del vangelo secondo Giovanni sul buon pastore, la parte iniziale, quella che mette a confronto il pastore vero e il ladro-brigante, colui che conosce le sue pecore e viene da loro ascoltato e l'estraneo da cui fuggono perché non lo conoscono.

Gesù però pone l'accento sulla porta: prima di dichiararsi buon pastore, si autodefinisce la porta delle pecore, due volte. È infatti la porta che permette o impedisce l'accesso alla dimora e nello stesso tempo ripara, custodisce al sicuro chi la abita, difende la loro vita da malintenzionati. Poiché questa porta è Gesù, è lui che protegge l'accesso alla casa e l'uscita da essa. Non può passarci chi ha intenzioni disoneste: porterebbe il disorientamento in casa, o addirittura la morte.

Per abitarci, invece, occorre la capacità di ascolto, la disponibilità di entrare ed uscire per trovare pascolo, la prontezza di affrontare anche i rischi che la ricerca della verità e la testimonianza di fede comportano. Senza paura! Perché Gesù è la porta ed è anche un pastore esperto! E sta li, anzi, è qui - perché abbiamo la vita! In abbondanza!

Manda, Signore, la tua luce e la tua verità: siano esse a guidarmi, mi conducano alla tua santa dimora! (cf Salmo responsoriale 43,3)

Dal Messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni 2013:

Seguire Gesù significa «consegnare la propria vita a Lui, vivere con Lui in profonda intimità, entrare attraverso di Lui in comunione col Padre nello Spirito Santo e, di conseguenza, con i fratelli e le sorelle. E questa comunione di vita con Gesù il "luogo" privilegiato dove sperimentare la speranza e dove la vita sarà libera e piena».