| Omelia (25-08-2002) |
| padre Ermes Ronchi |
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La domanda che colma i silenzi dell'anima La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo? E la risposta è bellissima e sbagliata, bellissima e incompleta: «Dicono che sei un profeta! Una creatura di fuoco e di sangue, come Elia, come il Battista, voce di Dio e suo respiro». Gesù non si sofferma oltre su ciò che dice la gente, questo non è mai un grande problema, lui sa che la verità non risiede nei sondaggi d'opinione. Ed ecco la grande, vera domanda: ma voi chi dite che io sia? preceduta da un "ma", perché nessuno deve dare su Cristo risposte per sentito dire, nessuno deve accontentarsi di parole d'altri. Il discepolato nasce con la risposta personale a questa domanda: ma tu chi dici che io sia? E sento che questa è una domanda da amare, da vivere, da sentire come eco che riempie i silenzi dell'anima. È Parola di Dio, e mi provoca, mi apre, mi scuote, mi rimette in cammino. Solo se ami la domanda la risposta comincerà a sorgere in te, vera. Questa domanda dice che Cristo non è ovvio, che la fede è nuova ogni giorno. Il Vangelo ti costringe a non accettare nulla come scontato o risaputo: né il bene né il male, né la vita né la morte, né l'uomo né Dio. Questa domanda dice che la risposta vera è solo tua. Tu, con il tuo cuore, la tua forza, la tua esperienza, il tuo peccato, tu, cosa dici di Dio? E qui non servono studi o letture, libri o formule di catechismo, ciascuno che sia uscito dalle mani di Dio, dissetato alle fonti di Dio, ciascuno caduto e risorto, deve dare la risposta. Nella Bibbia ci sono mille nomi di Dio, ma l'ultimo nome, il nome segreto, quello più importante, quello che è rivelato al singolo e che nessun altro conosce, quello che solo tu puoi pronunciare, il nome che gli dà il tuo amore, il tuo segreto tra te e l'Amato, il tuo sapore di Dio, che ti viene dall'averlo sentito, assaporato, in qualche modo sfiorato con le dita dell'anima, è questa la tua risposta. Un giorno verrà, come dono, come venne per Pietro; verrà come luce breve ma che incide nel cuore solchi dolci e brucianti, indelebili. Allora mi sentirò come Simone: beato te! felice di Dio! Allora sarò come Pietro, roccia e chiave che apre ad altri le porte belle di Dio. Tu, chi dici che io sia? Ma dire non basta, è facile essere specialisti di parole. La vita non è ciò che si dice della vita, ma ciò che si vive della vita. E di Gesù Cristo non conta ciò che dico di Lui, ma ciò che vivo di Lui: non chi dice Signore, Signore! entrerà nel Regno... (Mt. 7,21). Il cristianesimo non è né una dottrina, né una morale, ma è il mio rapporto con Gesù, il mio Signore e il mio Dio, che cerco di amare come lui mi ama. E neppure so se mai un giorno ci riuscirò, ma tutta la mia vita sarà provarci, e poi provarci ancora. |