Omelia (25-08-2002)
LaParrocchia.it
XXI Domenica del Tempo Ordinario/A

Due domande pone Gesù, questa Domenica, una rivolta alla gente "di fuori", a quelli che non si preoccupano di andare a messa la Domenica.

L'altra domanda, diretta a noi, che crediamo di sapere tutto su Gesù.

"La gente chi dice che sia il Figlio dell'Uomo?" (Mt 16,13)

Molte cose sono state dette su Gesù e molte cose sono state fatte (film, libri, riviste); si è visto Gesù come un rivoluzionario politico, che una certa ideologia ha preso come modello di coerenza. Si è visto Gesù come un sognatore e idealista (ricordiamoci che questa è anche la visione di Pilato). Si è visto Gesù come un personaggio storico (e lo è), che ha inciso profondamente nella cultura e nel costume di un popolo, oppure come il fondatore di una delle tante religioni (per i Musulmani Cristo è il "figlio di Maria" e uno dei profeti).

Ma Gesù rivolge una domanda anche a noi, che crediamo di conoscerlo:

"Voi chi dite che io sia?" (Mt 16,15)

Possiamo vedere in Gesù solo il taumaturgo, il guaritore dei mali del corpo, ma non la fonte stessa della nostra vita. Possiamo vedere in Gesù colui che ci scruta e ci giudica, ma non l'espressione più alta dell'Amore, il Salvatore del mondo. Possiamo, infine, vedere in Gesù solo una presenza difficile da percepire, perché non abbiamo fatta l'esperienza della preghiera continua e interiore e dell'adorazione profonda. Per noi Cristiani Gesù deve essere la chiave dei nostri destini e il fine ultimo della nostra esistenza, la Persona verso cui indirizzare tutta la nostra vita.

Ciascuno di noi se lo chieda, oggi: "Chi è per me Gesù?".