| Omelia (13-03-2011) |
| Giovani Missioitalia |
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Le tentazioni In questa prima domenica di quaresima siamo chiamati a riflettere sulle tentazioni che Gesù ha avuto nei quaranta giorni nel deserto. Nel vangelo i numeri hanno sempre un significato figurato, in questo caso non significa che Gesù fu tentato solo in un periodo della sua vita, ma il numero 40 sta a significare tutta una generazione, cioè Gesù è stato tentato per tutta la sua vita. Per esempio: Satana lo ritroverà in Pietro (Mt.16,23), quando vuole distogliere Gesù dal continuare il suo cammino verso Gerusalemme; nei farisei che lo tenteranno in continuazione imponendogli l'osservanza della legge, ma che Gesù non accetterà mai; nei sommi sacerdoti, con gli scribi e gli anziani quando sotto la croce dicono: «È il re di Israele, scenda dalla croce e gli crederemo. Ha confidato in Dio, lo liberi lui ora, se gli vuole bene. Ha detto, infatti: Sono Figlio di Dio!». (Mt 27, 42-43). Facendosi uomo, Gesù ha dovuto continuamente lottare contro la tentazione di utilizzare il potere che gli veniva conferito dal suo essere Figlio di Dio per spianarsi i tratti impervi della vita, attraverso la voce dei vari Satana che incontrava sulla sua strada. Le tentazioni dell'AVERE, del POTERE e dell'APPARIRE sono le stesse tentazioni che attentano alla nostra vita tutti i giorni anche attraverso la televisione: "Ma chi te lo fa fare di vivere sobriamente, macché condividere!!! Vivi la vita al meglio che puoi, godi finché ti è possibile! Essere onesto, ma chi lo è più al mondo d'oggi! Fatti furbo, sul lavoro non aver pietà di nessuno, sgomita per fare carriera, accumula più che puoi tanto quello che conta sono i soldi e la salute per te e i tuoi familiari, degli altri chi se ne frega!" E se non sei forte nella fede, come niente ti ritrovi dentro al vortice del menefreghismo e non ne esci più! Qui l'importanza della Parola, della meditazione del vangelo personale e comunitaria per "allenarsi" all'autocoscienza, affinché non diventiamo omologati al pensiero del mondo e, quando la vita ci farà incontrare le varie e immancabili tentazioni, sapremo rispondere adeguatamente e non soccomberemo alle grinfie del diavolo. E non pensare di poterlo fare da solo, Gesù ha chiamato i suoi discepoli e ne ha fatti una fraternità e li ha mandati in missione a due a due, mai uno singolo, perché insieme si facessero forza per affrontare ogni difficoltà, anche per vincere le tentazioni inevitabili della vita. non è così ben riconoscibile come pensiamo: non è rosso, con le cornetta sulla testa e la coda biforcuta come spesso ci è stato presentato, no! È più subdolo: prende le sembianze del tuo miglior amico, del tuo vicino di casa, del tuo collega di lavoro, del pensiero dominante di questo tempo, che reputa il diverso e lo straniero come un pericolo e, se non sei abituato a "masticare" la Parola di Dio con costanza e perseveranza, ti sarà difficile, anzi, impossibile vincere la tua battaglia. DOMANDE O PROVOCAZIONI?
Dalla nuova newsletter di Missio giovani, il commento della Fraternità di San Bernardino, Italia, al Vangelo della 1 Domenica dI Quaresima, anno A. |