Omelia (10-04-2011)
Giovani Missioitalia
5 Domenica di Quaresima (Anno A)

Io apro i vostri sepolcri,
vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio...
vi riconduco nella terra d'Israele.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete;
Saprete che io sono il Signore....Riconoscerete che io sono il Signore


In questa 5 Domenica di Quaresima ci viene presentata la figura di Lazzaro. Gesù si presenta con queste parole: Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?».(Gv11,25-26)
Anche a me Gesù rivolge la stessa domanda: Credi questo? Fintanto che restiamo chiusi nei nostri sepolcri non crederemo mai in Gesù risorto che viene a liberarci e a condurci fuori dai nostri sepolcri.
In Ezechiele leggiamo: "Io apro i vostri sepolcri...vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio". (Ez.37,12)
Il Signore apre i nostri sepolcri ci fa uscire dalle nostre tombe affinché possiamo riconoscere lui come il Signore che da la vita. Attraverso il suo Spirito noi ritorniamo a vivere e a credere nel suo nome.
Marta e Maria piangono la morte del loro fratello, piangono sul sepolcro di Lazzaro. Cosa c'è da piangere? Anche Gesù "scoppiò in pianto", per mostrare la sua relazione stretta con Lazzaro, comprende il loro dolore ma va oltre, porta la vera consolazione.
Il Signore ci viene a liberare portandoci fuori dai nostri sepolcri dentro i quali crediamo di giocare tutta la nostra esistenza.
Viviamo la nostra vita murati vivi, non emaniamo un briciolo di vita, di speranza e di consolazione. Chi porterà alla gente la vera luce, chi potrà dare loro la vera speranza se non siamo capaci di uscire dai nostri sepolcri?
In quali sepolcri oggi noi viviamo? Penso che viviamo nel sepolcro del nostro egoismo, della nostra indifferenza, del nostro assenteismo totale dalla vita della gente. Essere nel sepolcro è questo smettere di vivere nell'autodifesa, siamo invitati a uscire fuori per dire a tutti che si ha voglia di ricominciare a vivere una vita nuova non da soli ma in compagnia di Cristo e dei miei fratelli e sorelle.
Anche in missione c'è il rischio di rimanere chiusi nelle nostre belle case, circondate dai muri per proteggere la propria privacy...quasi dei bei sepolcri dove ci trinceriamo per non vedere fuori.
Allora facciamo spazio all'altro, rovesciamo questa maledetta pietra, spalanchiamo i nostri cancelli e andiamo incontro a quel Cristo che ci chiama e ci dice: «Lazzaro, vieni fuori!».
Lo dice a me, invita tutti noi affinché il nostro uscire dai sepolcri sia una vera liberazione del nostro cuore, della nostra mente per far spazio al Suo spirito di vita.

DOMANDE O PROVOCAZIONI?

  • Proviamo a chiederci: In quali sepolcro io vivo? Sono disposto a uscirne fuori?
  • Nella nostra società quali sono quelle pietre da rovesciare, quei sepolcri da aprire affinché si possa creare un modello di società fondata sulla Sua Parola e non sulle nostre inutili parole?


Dalla nuova newsletter di Missio giovani, il commento di padre Giovanni "Giuà" Gargano, dal Bangladesh, al Vangelo della 5 Domenica di Quaresima, anno A