| Omelia (15-05-2011) |
| Giovani Missioitalia |
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4 Domenica di Pasqua (Anno A) Mi sono chiesto molte volte come facesse Gesù a fare con schiettezza certi discorsi ai loro discepoli senza paura e soprattutto senza mezzi termini che potessero far interpretare diversamente il reale messaggio. Se non lo conoscessimo davvero, potremmo dire di lui che sia solo un provocatore, uno che non sa tenere la bocca chiusa e che in fondo la croce se l'è cercata. Ma noi giovani missionari proprio dal suo esempio e proprio dal nostro essere suoi discepoli, oggi, vogliamo essere uomini e donne profetiche, che urlano la Verità a squarciagola e senza paura né compromessi siamo a lavoro per costruire un mondo un po' più vivibile, più giusto, più equo. Il Vangelo di questa domenica, la quarta di Pasqua, nasconde dietro l'apparente morbida immagine del buon pastore, un'arditezza di Gesù che lascia senza parole, tant'è che gli apostoli hanno bisogno di una seconda spiegazione forse perché non comprendono o chissà se perché non credono a ciò che sentono con le loro orecchie! Probabilmente, mentre Gesù afferma di essere lui stesso la "porta delle pecore" guarda gli ebrei che attraversano la porta con lo stesso nome per entrare nel tempio e mettersi in preghiera dinnanzi al Signore, ma è proprio in questo contesto che come un fulmine che squarcia un albero, Lui stesso si propone come nuovo tempio che conduce alla salvezza, che conduce alla piena comunione con Dio, possiamo definire Gesù una "tenda di carne" della Presenza divina. Per riconoscere la sua voce e non confonderla con quella di estranei che poi si riveleranno briganti e ladri, occorre mettersi in ascolto, occorre vivere dentro spazi di silenzio personale e lasciarsi accarezzare dalla Sua voce. Ma quanto dedichiamo del nostro tempo all'ascolto? Spesso, io stesso mi rendo conto di come trascorra le mie giornate a "parlare di Lui" ai giovani che incontro in Italia attraverso il mio servizio ma di come non sempre mi trovo il tempo per "parlare con lui"...da soli...io e lui. Eppure si nasconde li il tesoro della missionarietà: nell'incontro personale con Gesù. Approfittiamo ancora di questa domenica di Pasqua per far sì che la Sua Voce ci guidi lungo il nostro cammino e se altri rumori dovessero nuovamente distrarre la nostra attenzione chiediamo ai nostri amici che condividono la stessa strada di aiutarci a rivolgere l'orecchio solo alla Sua Parola. Se resteremo insieme, riusciremo a fare molta strada! Coraggio! Con la missione nel cuore... Alex DOMANDE O PROVOCAZIONI?
Dalla nuova newsletter di Missio giovani, il commento di Alex Zappalà, segretario nazionale di Missio giovani, al Vangelo della 4 Domenica di Pasqua, dell'anno A. |