| Omelia (04-08-2002) |
| padre Paul Devreux |
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Mt 14,13-21 Gesù è confrontato con la morte del suo amico Giovanni Battista. Questa morte è per lui un lutto doloroso, ma è anche un segno premonitore di quello che probabilmente sarà la sua morte. La sua reazione, che sarebbe anche la mia, è quella di desiderare di starsene un poco per conto suo a pregare, lontano da tutti. Purtroppo la gente non rispetta questo bisogno di Gesù, perché vede solo i propri, e lo và a cercare con prepotenza. Gesù, vedendoli, anziché arrabbiarsi, sente compassione per loro, e si rimette a servirli. Sbaglia? Penso proprio di no. Tante volte ho sperimentato che il modo migliore per superare un momento difficile, è proprio il rimettersi subito al servizio dei poveri che il Signore mi mette accanto, usando il mio bisogno solo per capire meglio il bisogno degli altri, e servirlo. In questo caso, il bisogno della gente, è quello di trovare qualcuno disposto a prendere il posto di Giovanni Battista. Gesù non esita un attimo, pronto a dare la vita per loro. Alla sera i discepoli si preoccupano giustamente, perché sanno che non hanno il necessario per nutrire i presenti. Gesù parla del Regno di Dio e di condivisione; molto bello, ma quando poi la gente ha fame che si fa? La teoria è bella, ma loro sanno che hanno a mala pena il necessario per una cenetta tra di loro. Come si fa a mangiare davanti alla gente che non ha nulla da mangiare? Noi mangiamo liberamente perché non vediamo chi non ha da mangiare, ma provate ad andre dove c'è chi non mangia e vedrete che preferirete digiunare piuttosto che tirar fuori un panino, per vergogna. Insomma i discepoli sono a disagio e propongono a Gesù di sciogliere rapidamente la fraternità che sta costruendo, mandando tutti via, prima che questa gente cominci a pretendere qualche cosa che non hanno. Bisogna però riconoscere che i discepoli hanno un grosso merito: malgrado la loro preoccupazione, quando Gesù, anziché dargli retta, chiede loro di portargli i cinque pani e i due pesce, chiaramente per distribuirli alla gente, glieli portano, senza fare tante storie. Io cosa avrei fatto? Loro non sanno che ci sarà la moltiplicazione dei pani e conoscendolo, sanno benissimo che è capace di distribuire tutto ai poveri, eppure ubbidiscono, si fidano. Io glieli avrei portati tutti e cinque o solo quattro? Gesù, con la moltiplicazione dei pani e dei pesci, manifesta che è il Messia, e che Dio è in grado di sfamarci tutti; ma non lo fa da solo. Qui ha premiato la disponibilità dei discepoli a dare fiducia a Gesù. Dove abito, quali sono i bisogni e cosa posso fare nel mio piccolo? I discepoli hanno saputo mettere ciò che avevano nelle mani del Signore affinché lo facesse fruttificare. Signor aiutami a consegnarti ciò che ho affinché anche la mia vita possa essere uno strumento nelle tue mani per l'edificazione del tuo regno. |