| Omelia (18-12-2011) |
| don Giovanni Berti |
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La casa di Dio non ha pareti… Clicca qui per la vignetta della settimana "o signore dell'universo ascolta questo Inizia con queste parole la canzone"Questa è la mia casa" di Lorenzo Cherubini, conosciuto con il nome d'arte di Jovanotti, scritta nel 1997 e contenuta nell'album "L'albero 1997". E' un testo che mi è venuto in mente pensando ai due testi della liturgia della parola di questa domenica: il primo ci presenta il grande re Davide che vuole costruire una casa al Signore, e l'altro è il Vangelo che ancora una volta ci racconta di Dio che trova la sua primissima casa non in un tempio, ma nel ventre di Maria Jovanotti nella canzone si sente figlio disperso che cerca Dio senza trovarlo... Mi piace questa punto di partenza della canzone, che sembra rispecchiare la condizione dell'uomo sempre alla ricerca di un luogo dove incontrare Dio e sentirsi nella sua casa. La canzone prosegue: Può far sorridere questa visione religiosa che mescola un po' tutto, e forse può sembrare irrispettoso accostare questo testo ai testi domenicali della Scrittura. Ma secondo me è bene accogliere questa visione "mescolata" delle varie tradizioni religiose per riconoscere che da sempre l'uomo ha tentato di "ingabbiare" Dio in qualche oggetto o luogo sacro, pensando in questo modo di "possedere" Dio a proprio uso e consumo. Davide, così come ci racconta la Scrittura, vorrebbe costruire un tempio per il Signore che si trova in una precaria tenda, come dai tempi dell'Esodo. Dietro questo desiderio di costruire un luogo sacro per Dio ci sta forse una inconscia volontà di delimitarlo e controllarlo, arrivando a pensare che è l'uomo che fa qualcosa per Dio e non il contrario. Ma Dio, attraverso le parole del profeta Natan, ricorda a Davide che non è lui, piccolo uomo, a fare qualcosa per Dio, ma è da sempre che Dio fa qualcosa per lui. Non sarà il re d'Israele a costruire una casa di pietra per Dio, ma è Dio che farà una casa per Davide. E qui il termine "casa" non indica più un edificio delimitato da pareti e porte, ma è la discendenza, la "casata"... Dio infatti non ha la propria casa in un luogo fisico, ma in una serie di relazioni umane, e le uniche pareti che possono contenere Dio sono il mondo intero, dove dentro ci stanno tutti gli uomini. Ed ecco che ad un certo punto della storia biblica appare questa giovane donna della Galilea (località un po' lontana da Gerusalemme, luogo che conteneva il Tempio ufficiale della religione di Israele). In Maria Dio trova la sua casa, una casa fatta di umanità, di piccolezza, di paure umane e anche di tanta disponibilità. La casa di Dio è Maria che con il suo "eccomi", apre la porta affinché Dio trovi dimora. In Maria ripiena di Spirito Santo, possiamo vedere la Chiesa, cioè noi oggi. Anche noi come Davide rischiamo di pensare che le nostre chiese di mattoni, piene di statue e tabernacoli, siano la vera e unica casa di Dio. Ma il profeta Natan ricorda anche a noi che è Dio che costruisce la nostra casa, fatta del suo amore, e abitata da fratelli e sorelle che non possiamo cacciare fuori. Anche Maria, prima vera casa di Dio, ci insegna a non chiudere le porte a Cristo. Ogni volta infatti che diciamo "si" all'amore, alla pace, all'accoglienza, al perdono... in questo modo spalanchiamo, come ha fatto lei, le porte della nostra comunità e della nostra vita, perché Dio abiti in noi così che possiamo trovarlo e servirlo sempre e ovunque fisicamente siamo. "questa e' la mia casa Clicca qui per lasciare un commento. |