Omelia (11-12-2011)
Gaetano Salvati
Persone, non personaggi

La Liturgia di oggi ci esorta a fare spazio nella vita all'iniziativa di Dio.
Questa attitudine è realizzata nella figura di Giovanni Battista.
San Giovanni lo presenta quale testimone della luce (Gv 1,8), che rende concreta, nella storia dei suoi contemporanei, la presenza del Salvatore. Il Battista diviene il modello per il cristiano perché lascia agire Dio: fa spazio alla presenza del Signore nella sua esistenza. È un atteggiamento che non annienta la dignità dell'uomo, o mette un freno alla sua libertà; anzi, serve a rendere completa la gioia della partecipazione all'opera di salvezza. Infatti, il Battista è divenuto il più grande fra i nati da donna (Mt 11,11), non perché battezzava nell'acqua (Gv 1,26), bensì perché ha aderito totalmente alla volontà del Padre (1Ts 5,17), rendendosi, in questo modo, disponibile ad essere un umile annunciatore del Vangelo di Gesù Cristo.
E noi? In che modo riusciremo ad essere testimoni della luce: semplici, ma dignitosi, evangelizzatori della Parola eterna, alla maniera di Giovanni? In altre parole, come renderemo operativo il comando del Signore ad evangelizzare tutti?
Giovanni ci invita a trovare la serenità, la dolcezza nel riuscire a far posto a Dio per poter dare posto ai fratelli. Difatti, se la volontà del Padre è quella che tutti possano ricevere l'annuncio di libertà e di amore, è pur vero che la proclamazione del Vangelo è affidata alla nostra disponibilità a farcene umili e, soprattutto, credibili interpreti. Per attuare questo, dobbiamo pregare ininterrottamente (1,Ts 5,17), perché la preghiera è il seme che permette di far sviluppare nella nostra esistenza la speranza, la carità e la fede. Tali virtù, necessarie per non spegnere la luce che anima nel nostro cuore l'attesa serena del Signore, alimentano la sete del Maestro, ci aiutano a far crescere la presenza d'amore di Dio nel mondo, e non ci distaccano dalle reali richieste dei popoli.
Fratelli, siamo continuamente sollecitati dal nostro tempo ad essere qualcuno, a divenire importanti, ad essere apprezzati, visibili. Il Vangelo odierno, invece, stimola ciascuno di noi a divenire persone e non personaggi. Uomini che, giorno per giorno, si sforzano di somigliare al loro Signore, e percorrono le strade del mondo, coscienti che la loro gloria non risiede nell'orgoglio dell'apparire per forza; ma, nell'accettare, liberamente e in pace, il disegno di Dio su ciascuno di noi: vero desiderio d'amore che innalza l'uomo alla gloria infinita.
Lasciamo, quindi, che Cristo Gesù faccia irruzione nella nostra vita: non ci sarà più spazio per lo sconforto; non saremo depressi per non aver realizzato i nostri propositi. Si avrà solo la consapevolezza di aver aperto la nostra esistenza alla luce: pienezza del nostro esistere quotidiano. Amen.