Omelia (27-11-2011)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Marco 13,33

Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento.
Mc 13,33


Come vivere questa parola?

Si apre l'avvento: questa bella stagione dell'anno liturgico che non solo è preparazione al natale, ma al senso profondo del vivere. Avvento significa dunque scandire, consapevoli, un tempo di attesa. Ma chi e che cosa attendiamo? Sì, la celebrazione di quella festa intima che è il natale, ma attendiamo anche la parusia, il natale del giorno eterno: quando saremo immersi per sempre nella gioia di Dio. E, proprio correlato a questo, attendiamo ilo momento in cui, finita la nostra corsa quaggiù, entriamo nel riposo festa infinita del dopo eterno.

Ecco, proprio di questo momento importantissimo e decisivo per la nostra vita, noi non sappiamo né il giorno né l'ora. E qui affonda tutta la forza e l'importanza di quel verbo: vigilate. Niente di funesto, di triste. Chi vigila nella notte in attesa di una persona cara ha un cuore ricco di desiderio e di pace. È il desiderio dell'incontro e la pace di una consapevolezza che arde d'amore.

Ecco: vigilare vuol dire tenere accesa la fiamma di una fede viva, nel lume della speranza e nel calore di un amore limpido e fiducioso.

Chi vigila non vive sonnacchioso nell'acquiescienza a ciò che è piacere fugace e poi cenere di delusione. Chi vigila compie i doveri del proprio stato con cuore ben desto e tutto ciò che poi sceglie di fare è in consonanza con ciò che piace a Dio. Allora, quando verrà, il Signore scorgerà il cuore acceso di viva luce e lo prenderà con sé: nella gioia del Regno.

La voce di un testimone

Santa Maria,Vergine dell'attesa, donaci un anima vigiliare. Facci capire che non basta accogliere: bisogna attendere. Accogliere talvolta è segno di rassegnazione. Attendere è sempre segno di speranza.
Tonino Bello