Omelia (27-11-2011)
Gaetano Salvati
Tempo di speranza

L'Avvento è il tempo della speranza, il periodo in cui possiamo riqualificare la nostra esistenza come ambito di attesa. Perché questo non sia vano, il Maestro, nel Vangelo di san Marco, ci invita alla vigilanza, (Mc 13,37), a non cedere alle ansie o alle superficialità, che impediscono il normale procedere dietro di Lui.
La speranza del cristiano, come ci ricorda san Paolo nella seconda lettura (1Cor 1,3ss), è fondata sulla fede in Dio Amore, nel Padre misericordioso, che non ha esitato ha mandare sulla terra il Suo Figlio (Gv 3,16), affinché gli uomini possano ricevere la vita.
L'Avvento, pertanto, è il tempo favorevole per riscoprire che la speranza non s'infrange contro le barriere della sofferenza e della morte, ma è affidabile, perché ancorata nel Verbo Incarnato, che ci ha chiamati alla comunione con Lui (1Cor 1,9).
Questo significa che la speranza è sempre preceduta dall'attesa di Dio nei nostri confronti.
Amandoci per primi, aspetta che apriamo il nostro cuore al Suo silenzio. Ecco allora, la meravigliosa scoperta dell'Avvento: Dio, fonte delle nostre attese, ha fiducia in noi, e in Lui riusciamo a sperare (virtù teologale).
Fratelli, l'Avvento è il tempo dell'attesa di Dio: Egli attende la nostra risposta, libera e sincera adesione al Suo disegno di salvezza. Come faremo ad ascoltare e mettere in pratica ciò che Dio vuole da noi?
La nostra speranza deve corrispondere all'amore fontale di Dio nell'impegno ad amare ogni creatura: solo in questo modo il nostro essere cristiani trova senso, si alimenta e non si addormenta.
Fratelli, lasciamoci guidare dalla Madre della speranza. Il suo esempio ravvivi in mezzo a noi lo spirito dell'Avvento, perché ognuno di noi possa camminare sereno e gioioso, non addormentato, verso il Sole eterno. Amen.