Omelia (13-11-2011)
don Luigi Trapelli
Il rischio dell'amore

Possiamo amare senza rischiare? Questo è il tema di questa domenica e della parabola dei talenti che abbiamo appena letto.

La parabola ha come protagonisti un padrone e tre persone a cui vengono affidati dei soldi in quantità diversa, in base alle capacità di accoglienza di ciascuno. Il problema non sta nella quantità maggiore o minore di talenti dati, bensì nel conservare per sé i doni che Dio ci offre o riuscire a trafficarli verso gli altri.
La parabola dei talenti mette al centro i doni che Dio offre ad ogni persona, in base alle capacità che già una persona possiede, per vedere quanto quella persona sia in grado o meno di investire ciò che Dio, nella sua gratuità, ha offerto.
La parabola pone un accento molto forte proprio nei confronti del terzo servo il quale ha paura, nasconde sottoterra il suo talento, perché pensa ad un Dio molto esigente e severo e non vuole avere problemi. Non vuole rischiare e preferisce essere al sicuro, dormire, pensa a un Dio che punta alla ricompensa e al castigo e quindi vuole cullarsi nei propri falsi bisogni. Ma la fede non posso metterla in cassaforte e proteggerla, è vita da donare ai miei fratelli. Allora se io ho paura, vuol dire che ho poca fede, perché non possiamo amare senza rischiare. E' un dono, una gratuità da vivere, specialmente verso i derelitti di questa società.

La nostra vita cristiana non punta all'autodifesa, al formalismo, alla paura, ma mette al centro la gratuità, il coraggio, il senso dell'altro. La domanda che potremmo porci è questa. "Che ne abbiamo fatto di tutti i talenti che Dio ci ha donato? Li abbiamo sfruttati o siamo rimasti a mani vuote, pensando di avere sbagliato o fallito tutto?" Perché non è la debolezza che ci preoccupa e neppure la miseria, ma è il non senso, il vuoto, il vivere senza senso, vagando nel nulla e questo è uno dei più gravi problemi di oggi. Possiamo volare altissimo, essere aquile, ma possiamo anche sbagliare il tiro e sentirci delle povere galline che usano solo il becco chino sulla terra e niente più. Ma se impariamo a volare possiamo osservare dall'alto dei panorami meravigliosi, una vita diversa.

Dio ci offre mille talenti, soprattutto ci dona la fede che si esprime nei sacramenti, specialmente nel sacramento dell'Eucarestia. La forza che ci dona l'Eucarestia è in grado di cambiare tutta la visione della nostra vita. E' vivere in perenne rendimento di grazie a Dio, in un vita che è sacrificio per Dio e per gli altri, ossia dono continuo. Alla fine della vita, saremo giudicati proprio sui talenti che avremo o non avremo fatto fruttare.

Grazie Signore dei tuoi doni, dei tuoi talenti, affinché ci ricordiamo sempre di te gioendo per la tua grande misericordia.