Omelia (23-10-2011)
don Roberto Rossi
Ama il Signore con tutto il cuore e il Prossimo nella stessa misura

«Ama il Signore e ama il tuo prossimo come te stesso».
Questo è la grande rivoluzione portata dal Van­gelo. Amare Dio con tutto il cuore. Eppure, resta ancora del cuore per amare il marito, la moglie, il figlio, l'amico, il pros­simo, e, per noi cristiani, perfino il nemico!
Dio non ruba il cuore, lo moltiplica. E questo, perché l'ha fatto più grande di tutte le cose. Noi, invece, dimentichiamo anche quel «... come te stesso». Se non ami te stesso, non sa­rai capace di amare nessuno. Saprai solo prendere e possede­re, senza gioia né gratitudine.
"Abbiamo bisogno, tutti, di molto amore per vivere bene" (Maritain). Il contrario dell'amore non è l'odio, ma l'indiffe­renza. L'indifferenza vuol dire che non vedi neppure l'altro, l'altro non esiste.
Il comandamento di Dio è chiaro! Qui si misura l'auten­ticità della carità. Qui si mette alla prova il nostro cristianesi­mo! La sola verità è amare. AMERAI: non sarai mai indiffe­rente!
L'amore non l'elemosina. L'amore, sorgente di ogni gioia. L'amore che non conosce classi o razze; l'amore che se ne infischia delle frontiere, l'amore che non tollera le guer­re o le divisioni. L'amore più forte della morte. L'amore, leg­ge di Dio, riflesso della sua eternità.
Impariamo a vivere per gli altri. Cominciamo a diventa­re veri uomini, veri cristiani! Allora, trascinàti dal nostro esempio, altri faranno come noi, anzi, meglio di noi...