| Omelia (23-10-2011) |
| don Luca Orlando Russo |
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Amerai il Signore... Amerai il prossimo tuo... Come nelle domeniche precedenti, anche questa domenica ci è presentato l'ennesimo conflitto tra Gesù e i farisei che ancora provano a metterlo alla prova. Questa volta oggetto della contesa è il precetto più grande della Legge. L'episodio è presente anche in Luca e in Marco, ma mentre quest'ultimo ci narra di uno scriba in una luce favorevole, in Matteo e in Luca invece, l'interrogante è ostile e pone la domanda per «tentare» Gesù; in Mt egli parla come il rappresentante di una cospirazione. Matteo giudica gli scribi e i farisei meno benevolmente degli altri evangelisti. Gesù introduce la sua risposta con la citazione del passo di Dt 6,4s., che costituiva la preghiera quotidiana dell'ebreo e il fondamento della teologia dell'antico Israele. In altre parole, Gesù afferma che il comandamento dell'amore scaturisce immediatamente dalla fede nell'unico Dio. Solo un cuore che non coltiva l'idolatria è capace di fare il salto di qualità. Riconoscere che il Signore è l'assoluto permette di calibrare nella maniera corretta il nostro rapporto con tutto. Se non riconosciamo al Signore la caratteristica, la prerogativa di unico assoluto, il nostro rapporto con la realtà è un rapporto sfasato e scorretto. La questione sul «primo dei comandamenti» non è una tra le tante, è la questione fondamentale per chi è alla ricerca di un senso che possa dare compimento alla propria vita. Ci giochiamo, noi uomini, il senso del nostro vivere e Gesù sa bene che dire una parola chiara su questo è il supremo servizio alla vita dell'uomo. Sull'accoglienza e sul rifiuto di questo momento di verità ciascuno di noi può farsi i conti, prendere le misure e scegliere di dare il senso giusto alla sua esistenza. L'amore di Dio e l'amore del prossimo vengono strettamente connessi da Gesù e ciò è caratteristica profondamente distintiva del messaggio evangelico. Solo Gesù li presenta essenzialmente uniti e secondo la loro intrinseca successione. L'amore di Dio (cfr. Dt 6,5) e l'amore del prossimo (cfr. Lv 19,18) anche se presenti nell'Antico Testamento non erano mai stati considerati come simili. E se Gesù li mette insieme un motivo c'è: l'Amore ha un nuovo volto, quello del Crocifisso Risorto, morto e risorto per amore del Padre e dei fratelli. Buona domenica e buona settimana! |