Omelia (23-10-2011)
Omelie.org (bambini)


Nel Vangelo di oggi sembra che i farisei vogliono farsi forti di fronte a Gesù, soprattutto nei confronti dei sadducei che non erano riusciti ad avere la meglio su di Lui! Dunque c'è aria di complotto e di sfida, vogliono mettere in difficoltà Gesù, per coglierlo impreparato su un argomento: la Legge, che ogni buon ebreo deve conoscere ed osservare. I sadducei, lo avevano interrogato sulla risurrezione; essi non ci credevano.. I farisei che invece conoscevano a memoria il Pentateuco e osservavano alla lettera i Dieci Comandamenti, domandano a Gesù, chiamandolo Maestro (!), qual è il più grande comandamento...
Come mai, per i farisei è così importante la risposta di Gesù a questa domanda? Potremmo pensare che lo interrogano su una cosa facile, che si impara a catechismo! Tutti ci sforziamo di imparare i Comandamenti a memoria! Perché proprio questa domanda? Perché per i farisei non c'era nulla di più importante che conoscere la Legge data da Dio a Mosè. La religione ebraica si fonda sulla Legge e la vita di un ebreo osservante è un costante adempimento a queste norme. Gesù era un ebreo esattamente come loro e quindi i farisei si aspettavano da lui che conoscesse la Bibbia a memoria. Dalla risposta di Gesù comprendiamo che lui non sbaglia, ripete esattamente ciò che è scritto nell'Antico Testamento!
Beh, se fosse stata una gara di memoria o un quiz potremmo dire che Gesù ha fatto punto, ma c'è di più in questa sua risposta. Questo incontro, a cui i farisei partecipano per mettere alla prova il Maestro, è un confronto tra ebrei e Gesù Cristo, un dibattito dove emergono anche dei punti in comune tra ebrei e cristiani. Entrambi infatti hanno a cuore il bene del prossimo, soprattutto dei più deboli, e nel loro cuore, con la loro mente, amano lo stesso Dio...
A tal proposito mi viene in mente il racconto di una mia amica insegnante di religione alla scuola primaria. In una terza aveva come alunna una bambina di religione ebraica, i cui genitori acconsentirono che la figlia partecipasse alle lezioni. La mia amica era sempre più stupita di quanto fosse ben integrata nel gruppo dei compagni e della sua partecipazione sempre attiva e interessata. Un giorno parlarono proprio di Mosè ed in particolare dell'episodio delle tavole della Legge, immediatamente Isa scattò in piedi e disse: "Io lo so che c'è scritto ..." e cominciò ad elencare i Dieci Comandamenti, spontaneamente i bambini che faceva catechismo la guardarono e dissero quasi in coro: "Anche io li conosco ..." insomma fecero a gara a chi li ricordava meglio. La loro insegnante li interruppe proponendo loro una storia con finale da inventare: raccontava di due bambini che finiscono in una trappola e di altri due bambini che passano nelle vicinanze. La mia amica fu sorpresa nuovamente dai suoi alunni che pensarono tutti lo stesso finale: i due bambini sebbene non conoscessero gli altri, li salvano con generosità rinunciando ad una partita di calcio! La cosa più sorprendente fu la domanda di una alunna: "Ma allora maestra che differenza c'è tra cristiani e ebrei?", la maestra spiegò che gli ebrei attendono ancora il Messia e che per loro Gesù è al più una specie di profeta. L'alunna concluse dicendo: "Questo l'ho capito, ma io dico nel loro cuore?!" e l'insegnante: "Nel cuore di tutti c'è spazio per gli altri, tocca a noi amare il prossimo, ogni uomo e donna è capace di amare"!
Così Gesù nel rispondere ai farisei non solo afferma che la Legge è importante, ma che amare gli altri, chi ci è vicino, è davvero ciò che più ci fa somigliare a Dio.

Commento a cura di Antonella Stolfi