| Omelia (09-10-2011) |
| don Luca Orlando Russo |
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«Venite alle nozze!» Anche questa domenica una parabola che, nella sua versione originaria, e come le due precedenti, annuncia che Dio chiama tutti alla salvezza. Nella parabola di questa domenica coloro che sono stati chiamati per primi, con il loro rifiuto, si escludono da sé dal regno di Dio e il loro posto è preso da altri. L'aggiunta della parabola della «veste nuziale» serve da monito per i cristiani che, come i primi chiamati rimasti esclusi dal banchetto messianico per il loro colpevole rifiuto, possono anch'essi essere cacciati per indegno comportamento (mancano dell'abito nuziale). La vocazione cristiana non comporta per se stessa la salvezza finale e non è per i credenti una garanzia magica di partecipazione al regno. Dentro questo significato generale del testo emerge l'immagine di un Dio che si qualifica per il suo continuo "chiamare": Dio è Colui che "chiama". L'uso ripetuto del verbo non lascia spazio a dubbi: Dio "chiama" continuamente alla sua festa. Il bello è che non si arrende quando i "chiamati" declinano. Dio riparte alla carica e "chiama" altri, cattivi e buoni, pur di raggiungere l'obiettivo di avere invitati alla festa. Condividere la gioia per le nozze di suo figlio, con quanti sono stati chiamati, è l'occupazione principale del re. Ma perché rifiutare l'invito alla festa che celebra l'Amore? O perché parteciparvi, ma senza condividere la gioia del re? Non so come rispondere a questi interrogativi. So solo che rimane una tragica possibilità anche per me quella di essere o tra quelli che rifiutano o tra coloro che, pur accogliendo l'invito a partecipare alla festa, non hanno la gioia nel cuore Buona domenica e buona settimana! |