| Omelia (02-10-2011) |
| don Giovanni Berti |
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Un popolo di scarti Clicca qui per la vignetta della settimana C'è un bellissimo film, visto di recente in occasione di una 3giorni di formazione scout, che si intitola "Si può fare", e che narra di una storia di "scarti umani" che alla fine diventano a loro modo vincenti. Il film di Giulio Manfredonia, con un bravissimo Claudio Bisio come protagonista, narra del nuovo direttore (Bisio) di un centro per malati di mente che viene mandato a risollevare le sorti di questo centro, frequentato a questi "scarti" sociali, che la comunità non vuole vedere e che ha relegato in un angolo con lavori inutili. Il neo direttore si ribella a questa logica e inizia a puntare sui soggetti, che pur avendo dei limiti dovuti alla malattia mentale, rivelano delle capacità nascoste che nessuno (compresi loro) avevano mai valorizzato. Nel giro di poco tempo questa piccolo gruppo di malati mentali mette in piedi una cooperativa che posa parquet in case e negozi. Una delle scene più significative del film è quando il gruppo di lavoratori si trova in un negozio alla moda della città a dover finire la posa di un pavimento. Purtroppo la materia prima è finita e non rimangono che gli scarti di lavorazione del resto del pavimento già terminato. Ed è proprio utilizzando ad arte gli scarti del legno che i lavoratori creano la parte più bella del loro lavoro, e che li lancia con successo sul mercato. Questi "scarti umani", utilizzando degli scarti...creano un capolavoro e hanno successo. Gesù, raccontando la parabola dei lavoratori che arrivano ad uccidere anche il figlio del padrone per avere la vigna, rivela in modo simbolico quella che è la sua realtà. E' Gesù stesso questo figlio mandato ai lavoratori violenti, che nella realtà sono proprio coloro che stanno ascoltando la parabola, cioè i capi dei sacerdoti e gli scribi. Infatti sono questi ultimi a condannare Gesù, a gettarlo fuori da Gerusalemme per ucciderlo, illudendosi così di controllare Dio e il suo regno. I cristiani che al tempo dell'evangelista Matteo e anche oggi, ascoltano questo racconto, sanno che sono seguaci di uno scarto umano e divino: Gesù. Gesù è stato scartato, considerato inutile e dannoso alla religione così come questa era stata costruita e impiantata dal popolo di Israele di allora. Ma proprio quello scarto è diventato l'inizio del nuovo corso del Regno di Dio. E quelli che hanno scartato Gesù, sono stati a loro volta scartati e messi da parte. La religione trionfante che aveva nel grande e ricco tempio di Gerusalemme il suo simbolo più grande (è li che si svolge questo dialogo...non dobbiamo dimenticare questa collocazione), sta avendo il suo declino, e per questo mostra i segni di un irrigidimento che sfocia nella violenza. La religione quando diventa rigida ed "esclusiva" (nel senso letterale del termine... cioè "che esclude"), alla fine si allontana da Dio e rifiuta Dio stesso. Clicca qui per lasciare un commento. |