Omelia (02-10-2011)
padre Paul Devreux


Per la terza domenica consecutiva riemerge il tema della vigna del Signore. Prima abbiamo visto la parabola degli operai dell'ultima ora o del padrone buono, poi quella dei due figli, oggi abbiamo quella dei vignaioli che vogliono impossessarsi della vigna sbarazzandosi del padrone e di suo figlio.
I vignaioli uccidono i servi che il Signore manda, e questa è un'allusione a come furono trattati i profeti, compreso Giovanni Battista, poi pensano di uccidere il figlio che è Gesù.
Gesù conclude che, per via di questo comportamento, sarà tolto loro il regno di Dio e sarà dato ad un popolo che ne produca i frutti.

Per molti secoli si è pensato più o meno apertamente che ciò significava che il regno sarebbe stato tolto al popolo ebreo e dato alla chiesa romana. Oggi ci rendiamo conto che pensare questo è presuntuoso e poco cristiano, ma dobbiamo anche domandarci, sia come singoli che come comunità parrocchiali, se stiamo portando questi frutti del regno, o se c'è il rischio che il Signore debba riprendersi questo regno per riconsegnarlo a qualcun altra.

Noi siamo cristiani se ci impegniamo ad esserlo nelle piccole situazioni di ogni giorno come nelle scelte importanti. Pensare di esserlo per diritto, perché sono stato battezzato e cresimato, o anche perché frequento tutti i santi giorni la messa, non è serio. La frequenza e i sacramenti sono degli aiuti che il Signore ci da e che fanno di noi già dei privilegiati rispetto ai nostri fratelli che non hanno ricevuto la buona notizia di Gesù. Ma portare i frutti del regno è un'altra cosa. Si vede chi lo vive cominciando dalle piccole attenzioni che si hanno o non si hanno nei confronti degli altri.
Io riesco a considerare l'altro più importante di me, ad amarlo? E noi, come comunità cristiana, ci sforziamo di portare questi frutti del regno che sappiamo essere bontà, mansuetudine, rispetto dell'altro, etc.?

Il Signore si impegna molto nel costruire la sua vigna e poi ce la consegna. Oggi sta a noi coltivarla.

Signore donaci la forza di fare scelte giuste, realistiche e costruttive.