Omelia (18-09-2011)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)
Commento su Isaia 55,6-9; Salmo 144; Filippesi 1,20c-24,27a; Matteo. 20,1-16

Nelle due domeniche precedenti abbiamo conosciuto lo stile di vita al quale dovrebbero ispirarsi le comunità cristiane facendosi carico dei fratelli, perdonandoli sempre ed aiutandoli.

Le letture di oggi ci fanno considerare come le vie del Signore sono totalmente diverse dalle nostre.

Nella prima lettura il profeta Isaia ci invita ad affidarci alla bontà e giustizia di Dio.

Ci sprona a percorrere il cammino della nostra vita coniugando quattro verbi: cercare Dio, invocarlo, ritornare a Lui, abbandonarsi al Suo perdono.

Il Salmo 144, ci ricorda come la nostra vita può essere serena e feconda se cerchiamo la bontà, la grandezza e la giustizia, perché Egli è vicino a chi lo invoca con cuore sincero.

Nella lettera ai Filippesi l'apostolo Paolo, imprigionato, meditava su cosa fosse meglio per lui: essere condannato e tornare al Padre per vivere eternamente con Lui, o continuare a vivere per trasmettere il Vangelo di Cristo Gesù ai fratelli.

A volte quotidianità della vita sarebbe più semplice vivere con il "Cristo" ma "il servizio" ci impone di vivere nella "giungla" del mondo.

Il Vangelo di Matteo, ci racconta la parabola del padrone che uscito di casa, di buon mattino, cerca "operai" per la sua vigna, trovatili, "si accorda" con loro per un denaro.

Uscito poi nelle varie ore del giorno ne trova altri da mandare anch'essi a lavorare.

La vigna rappresenta il "Regno di Dio", nel quale tutti noi siamo chiamati a lavorare secondo i "suoi" tempi.

Lavorare nella vigna è: lavorare nella propria coppia, nella famiglia, nel sociale, nella Chiesa e nel mondo.

Per questo lavoro tutti noi ci attendiamo grandi ricompense, dimenticando che il Signore dà a ciascuno il suo.

Il padrone della parabola ha dato a ciascun lavoratore, come ricompensa, un denaro, senza tener conto delle ore lavorate, delle lamentele dei primi che si aspettavano una ricompensa maggiore.

L'invidia e l'egoismo affiorano spesso nelle relazioni umane facendoci dimenticare la frase di Gesù, "Gli ultimi saranno i primi, e i primi ultimi".

Per la riflessione di coppia e di famiglia:

- Negli avvenimenti della nostra vita scegliamo "la nostra via" o " la via di Cristo"?
- Nel "servizio" ci affidiamo totalmente alla volontà di Dio Padre o alla nostra?
- Il padrone "buono" dà a tutti lo stesso compenso, siamo d'accordo o ne siamo invidiosi?
- Nella "vigna" Cristo accoglie tutti, nei nostri gruppi siamo aperti a tutti?

Commento a cura di Gianna e Aldo - CPM Genova