Omelia (14-08-2011)
padre Paul Devreux


Il vangelo di oggi comincia come finiva quello di domenica scorsa, quando Pietro che sta affondando nel mare grida: "Signore, salvami!". Oggi è una madre disperata che grida e chiede aiuto per la figlia malata. Grida tanto da intenerire o infastidire i discepoli che intercedono per lei presso Gesù.

Gesù si comporta come se non la sentisse, ma la lascia fare. Ai discepoli dice che è stato mandato solo per il popolo eletto, perché questa è una straniera, ma la lascia gridare.

Perché quest'atteggiamento cosi inconsueto e per noi scandaloso?

Forse perché desidera aiutare questa donna a crescere nella fede e a saperla manifestare davanti a tutti.

Come dicevamo domenica scorsa Gesù desidera aiutarci a crescere nella fede proprio perché sa che per noi è un'ancora di salvezza preziosa nel momento del bisogno. Lasciandoci pregare, come fa con questa donna, c'insegna appunto a pregare, e chi ha pregato tanto, poi quando ottiene si rende conto della potenza della preghiera, mentre chi prega poco, quando poi viene esaudito dice: "è un caso, mi è andata bene", e la sua fede e fiducia nel Signore non cresce.

Oggi il mondo ha bisogno di testimoni, di cristiani che credano e sappiano manifestare la loro fede, per aiutare chi non ce l'ha e ne ha bisogno.

In molti paesi, indipendentemente dalla religione di appartenenza, la gente testimonia la propria fede spontaneamente e molto naturalmente. Prima era così anche qui, ce lo testimoniano i nostri fratelli più anziani, ma oggi, nel nostro mondo occidentale, sta diventando un tabù. Mi ricordo Danilo, nostro parrocchiano, che quando qualcuno gli domandava perché andava a messa, rispondeva: "Perché non mi vergogno". Era una bella risposta, ma penso che la nostra reticenza a manifestare la nostra fede sia anche dovuta al fatto che vorremo poter dimostrare che ciò in cui crediamo è vero, ma è proprio il fatto che ne parliamo con semplicità e umiltà, senza voler dimostrare niente se non l'aiuto che la fede ci da personalmente a renderla vera. Per questo dicevo c'è bisogno di TESTIMONI, cioè persone che hanno visto e semplicemente raccontano che la fede li ha aiutati.