| Omelia (31-07-2011) |
| padre Paul Devreux |
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Tre punti: Il lutto Gesù sente il bisogno di ritirarsi in disparte quando gli arriva la notizia della morte dell'amico Giovanni, il Battista. Il servizio Poi però, quando vede il bisogno della gente, che vede in Lui il naturale successore di Giovanni, decide di servire, anziché ripiegarsi sul suo dolore, e cosi realmente serve la causa dell'amico defunto; serve sfamando tutti, e continua a farlo anche oggi. Noi veniamo a messa a cercare il Signore e in qualche modo Lui continua a nutrire tutti quelli che vengono, e nel mondo siamo tanti. Questo mi fa pensare che in realtà, quella moltiplicazione dei pani che Gesù fece quel giorno è stata spettacolare ma soprattutto profetica, preludio di una realtà molto più grande. Quello è stato un piccolissimo miracolo rispetto a quello che fa oggi, ogni giorno e soprattutto ogni domenica. Quello è stato visibile; quello di oggi è un miracolo molto più nascosto ma che raggiunge i cristiani del mondo intero. La condivisione Ricordiamo però anche l'invito che Gesù fa ai suoi discepoli: "Voi stessi date loro da mangiare". Se lo dice è perché crede che anche noi siamo in grado di nutrire chi ha fame, e lo siamo proprio perché sperimentiamo che Lui nutre noi. Per sfamare il mondo non c'è bisogno di grandi cose; basata essere disposti a condividere quei cinque pani e due pesci che abbiamo. |