Omelia (10-07-2011)
don Luciano Sanvito
Checché ne dicano i profeti di sventura...

Checché ne dicano i falsi profeti di questo mondo, il mondo è pieno di grazie...

Pieno di grazie, anzi con una grazia da riscoprire ogni giorno come potenza.
UNA POTENZA DA METTERE IN ATTO.

Mentre oggi il pessimismo non fa altro che aumentare, esprimendosi come il viagra morale di chi si lascia andare nel non senso della vita, il Vangelo recupera il piacere e il gusto della gioia nello scoprire, giorno dopo giorno, l'energia seminata in questo mondo, e che in ognuno è riposta, al di là del suo credo o della sua incredulità.

Il dono fattoci su questa terra è proprio di essere una buona terra, un terreno che si adatta a tutto, senza adeguarsi mai...e questa è la fioritura della libertà: essere dentro ogni cosa, senza esserne mai presi da niente e da nessuno, al di fuori di me.

Il mio terreno della vita, anche oggi, è destinato ad essere buono, perché dalla bontà originaria, pur depauperata e violentata sotto le spine o dal terreno sassoso, possiamo riprendere ORIGINE, ENERGIA E VITA.
E questo ci sta augurando il Seminatore, che sia Dio Padre o Madre Natura...di tornare a ciò che siamo (origine), per riprendere ciò che abbiamo (energia), per crescere in quello che dobbiamo essere: in una via della vita che si chiama: VERITA'.

Checché ne dicano i falsi profeti, specie quelli religiosi, il mondo è pieno di grazie, e può essere sempre pieno di grazia: questo è lo sguardo della speranza che poggia sul terreno della seminagione, sul fatto della semina, sull'accoglienza distratta di un alunno - l'umanità - che pur nella sua vivacità ha sempre e sempre avrà un Buon Maestro seminatore di Verità: il Sacro.

Checché ne dicano i falsi profeti, ogni seme, in questo mondo, è sempre sacro...