Omelia (26-06-2011)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Giovanni 6,57

Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Gv 6,57


Come vivere questa Parola?

Gesù, all'interno del mirabile discorso sul pane vivo, ha appena proclamato che è lui stesso il Pane vivo disceso dal cielo. Un pane che è sostanzialmente la sua stessa carne consegnata alla morte di croce perché noi possiamo avere una vita che non finirà mai. Ha poi sottolineato una verità importantissima che riprende un termine caro all'evangelista Giovanni: "rimanere".

"Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui". Vuol dire che cibarsi dell'Eucaristia significa vivere il quotidiano profondamente uniti a Gesù, in una pienezza di vita dovuta al fatto che datore della vita è il Padre e Gesù, mandato dal Padre, si riceve da lui e vive continuamente di lui. Allo stesso modo chi si nutre di Gesù Eucaristia vive lui, vive e opera in funzione di lui.

"Vivrà per me" non significa solo per la gloria del Figlio e quindi del Padre nello Spirito Santo. Vuol dire anche: vivrà a causa della mia divina potenza capace di trasformare la sua vita.

Ecco perché, chi vive in modo spirituale il suo nutrirsi di Eucaristia non solo fa fronte alle tentazioni, ma là dove opera (dalla cattedra universitaria alla cucina) immette un seme divino, un seme di eternità in ciò che, di per sé, sta già passando ed è, forse, di poco conto in sé.

Signore, ti prego oggi e per tutto il tempo estivo, fa' che mi nutra di te, Pane vivo: Pane della Parola e dell'Eucaristia, perché io viva di te e per te nel gioioso dono dei miei giorni a ogni persona che avvicino.

La voce di una carmelitana

L'anima eucaristica non solo vive di Gesù Eucaristia, giornalmente alla sacra mensa, ma si studia di mantenere il suo pensiero e il suo affetto dinanzi al trono eucaristico: sempre! Ha anche cura di trasfondere le virtù dell'Ostia santa in tutti i suoi atti.
Madre Maria Candida dell'Eucaristia